15 Ottobre 2026
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Aggressione a bastonate a Santa Caterina dello Ionio, cade il tentato omicidio: pena rideterminata in due anni

La Corte d’Appello di Catanzaro, dopo l’annullamento con rinvio della Cassazione, riqualifica il fatto in lesioni aggravate. Per il 79enne perde efficacia anche la misura cautelare

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Cade la qualificazione di tentato omicidio e la pena viene rideterminata in due anni di reclusione, con sospensione condizionale. È l’esito del nuovo giudizio d’appello nei confronti di A. E., 79 anni, residente a Santa Caterina dello Ionio, nel procedimento per l’aggressione avvenuta il 28 luglio 2023 ai danni di Antonio Capano. La decisione è stata pronunciata dalla prima sezione penale della Corte d’Appello di Catanzaro, chiamata a riesaminare il caso dopo un annullamento con rinvio disposto dalla Cassazione. Emmanuele è assistito dagli avvocati Vincenzo Varano e Vincenzo Cicino.

Dal tentato omicidio alle lesioni aggravate

Il passaggio centrale del dispositivo riguarda la riqualificazione del fatto contestato al primo capo d’imputazione: la Corte lo ha ricondotto al reato di lesioni personali aggravate, modificando la sentenza emessa dal Tribunale di Catanzaro il 18 giugno 2024. Il collegio, presieduto da Giancarlo Bianchi e composto dai consiglieri Ippolita Luzzo e Pietro Scuteri, ha inoltre riconosciuto le attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti contestate, rideterminando la pena in due anni. Una decisione che modifica il quadro giudiziario per Antonio Emmanuele, senza cancellare la responsabilità penale per l’aggressione.

La ricostruzione dell’accusa

Il procedimento nasce dai fatti avvenuti a Santa Caterina dello Ionio nell’estate del 2023. Secondo l’originaria contestazione, formulata nei confronti di Antonio e Vincenzo Emmanuele, Capano sarebbe stato tirato fuori dalla propria automobile e colpito con un bastone, quindi raggiunto da calci e pugni mentre si trovava a terra. L’imputazione riportava un trauma cranio-facciale e diverse fratture, con una prognosi di almeno quaranta giorni. La Procura aveva inizialmente inquadrato l’episodio come tentato omicidio, sostenendo che la vittima fosse sopravvissuta grazie alle cure ricevute dopo essere riuscita a tornare a casa. Un secondo capo riguardava le minacce che, secondo l’accusa, sarebbero state rivolte alla persona offesa per impedirle di raccontare l’accaduto ai carabinieri. Il dispositivo del 14 ottobre riguarda Antonio Emmanuele e non consente di ricostruire l’esito della posizione dell’altro imputato.

Pena sospesa e stop alla misura cautelare

La Corte ha concesso ad Antonio Emmanuele la sospensione condizionale della pena, dichiarando la perdita di efficacia della misura cautelare in atto. Revocata anche l’interdizione temporanea dai pubblici uffici. La sentenza è stata confermata nel resto. Per il deposito delle motivazioni è stato indicato un termine di novanta giorni. Saranno queste a chiarire le ragioni della riqualificazione del fatto e della nuova determinazione della pena.

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