Un presunto atto alterato, in cui una paziente sarebbe stata dimessa dall’ospedale senza giustificato motivo, nonostante le sue cagionevoli condizioni di salute. Con l’ipotesi di accusa di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, il sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro Francesca Delcogliano ha chiuso le indagini con contestuale informazione di garanzia nei confronti di Vincenzo Ciconte, 69 anni, direttore della struttura operativa complessa di Cardiologia del presidio ospedaliero Pugliese di Catanzaro e Salvatore Rocca, 50 anni, dirigente medico della stessa struttura, ora Dulbecco. Entrambi, in qualità di pubblici ufficiali, il 26 febbraio del 2025 avrebbero formato un atto pubblico ideologicamente falso nell’esercizio delle loro funzioni.
Il falso accordo
In particolare nella lettera di dimissione della paziente, Rocca su disposizione e in accordo con Ciconte, avrebbe attestato falsamente fatti dei quali l’atto era destinato a provare la verità, riportando la dicitura: “Dopo discussione collegiale e in accordo con la paziente si trasferisce in una struttura riabilitativa”, laddove di fatto, secondo le ipotesi formulate dalla Procura, non vi era alcun reale accordo con la paziente, “la quale veniva dimessa arbitrariamente nonostante le condizioni di salute precarie e l’impossibilità di viaggiare in auto”.
Il diritto alla difesa
Fin qui le ipotesi di accusa, di fronte alle quali gli indagati, che dalle carte risultano difesi di ufficio dall’avvocato Vincenzo Ranieri, avranno il diritto di farsi sentire dal pubblico ministero, depositare memorie difensive, rilasciare memorie difensive e compiere ogni altro atto utile per l’esercizio del diritto di difesa. Dopo questa fase il pubblico ministero deciderà se chiedere il rinvio a giudizio per entrambi i medici o procedere con una richiesta di archiviazione, fermo restando il principio di non colpevolezza.













