Una società, quote societarie, due immobili, un’automobile e un Rolex. È il patrimonio finito sotto sequestro a Catanzaro, dove la Direzione investigativa antimafia e la Questura hanno eseguito un provvedimento da mezzo milione di euro nei confronti di un imprenditore attivo nei settori della nautica e della rappresentanza di ricambi industriali. Il decreto, emesso dal Tribunale di Catanzaro – Sezione Misure di prevenzione, è finalizzato alla confisca.
Il destinatario del provvedimento è l’imprenditore Andrea Leone, 58 anni, attivo nei settori della nautica e della rappresentanza di ricambi industriali, considerato organico alle cosche di ‘ndrangheta del crotonese e in particolare al clan Grande Aracri di Cutro e Bagnato di Roccabernarda. Il 24 febbraio scorso è stato condannato in Appello a 15 anni e 4 mesi di reclusione per associazione mafiosa nell’ambito dell’operazione “Basso Profilo”, coordinata dalla Dda di Catanzaro.
Il legame con la ’ndrangheta di Cutro e la cosca Bagnato
Secondo le risultanze investigative l’imprenditore è stato individuato come figura organica alla locale di ’ndrangheta di Cutro, di riferimento per l’articolazione riconducibile alla cosca Bagnato di Roccabernarda, nel Crotonese. Il contributo contestato avrebbe avuto una precisa natura “imprenditoriale”. A partire dal 2005, secondo gli investigatori, l’uomo avrebbe operato su Catanzaro al vertice di un’organizzazione capace di produrre sistematicamente fatture per operazioni inesistenti. Un meccanismo che, nella ricostruzione investigativa, serviva a soddisfare le esigenze di altri imprenditori, anch’essi riconducibili a consorterie mafiose alleate. È in questo quadro, segnato dal coinvolgimento in più procedimenti penali in contesti di criminalità organizzata, che il Tribunale ha disposto il sequestro sulla base della ritenuta pericolosità sociale dell’imprenditore.
Il patrimonio e i redditi dichiarati
Il provvedimento nasce dagli accertamenti economico-patrimoniali disposti congiuntamente dal direttore della DIA e dal questore di Catanzaro, nell’ambito delle procedure previste dal Codice antimafia. Gli approfondimenti hanno consentito di individuare beni intestati o riconducibili all’imprenditore, ritenuti frutto di attività illecite o del loro reimpiego. Gli investigatori hanno inoltre rilevato una sproporzione tra il valore del patrimonio e i redditi dichiarati: uno degli elementi alla base della misura patrimoniale.

Sequestrati società, immobili, auto e Rolex
Il sequestro ha interessato un’attività d’impresa costituita in Srl e ubicata a Catanzaro, due quote societarie, due immobili e due beni mobili: un’autovettura e un orologio Rolex. Il provvedimento riguarda anche due rapporti finanziari, polizze vita e buoni minori. Il valore complessivo dei beni viene stimato in circa 500mila euro.
Si tratta di un sequestro finalizzato alla confisca, nell’ambito di un procedimento di prevenzione patrimoniale. L’operazione, spiegano DIA e Questura, rientra nelle attività dirette a colpire le ricchezze illecite riconducibili, direttamente o indirettamente, a contesti criminali e a tutelare la parte sana del tessuto economico.














