La Guardia di finanza ha dato esecuzione a un decreto di perquisizione personale, locale e informatico nei confronti di un dirigente medico e primario dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Crotone. Le operazioni sono state condotte sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Crotone, guidata dal Procuratore Capo Domenico Guarascio, e si inseriscono in un’attività investigativa volta ad accertare eventuali condotte configurabili come truffa aggravata ai danni dello Stato. I controlli delle forze dell’ordine e gli accertamenti tecnici hanno interessato sia gli uffici operativi del Centro di Salute Mentale sia un’abitazione privata riconducibile al professionista, risultata adibita ad ambulatorio medico.
L’ipotesi accusatoria: prestazioni in nero e indennità d’esclusività
Al centro degli approfondimenti investigativi vi è la presunta violazione delle norme civilistiche e contrattuali che regolano il rapporto di lavoro dipendente in regime di esclusività con l’azienda sanitaria pubblica. Secondo l’ipotesi formulata dagli inquirenti, il primario avrebbe erogato molteplici prestazioni fisiche e consulenze mediche in regime extramoenia senza aver mai ottenuto i necessari protocolli autorizzativi dall’ASP di appartenenza. L’attività privata sarebbe stata svolta, inoltre, in totale assenza di una regolare partita IVA, consentendo al professionista di continuare a percepire indebitamente dall’ente pubblico le relative indennità accessorie legate al vincolo di esclusività professionale.














