16 Agosto 2026
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Cagnolina uccisa con un palo a Pizzo, spunta un testimone chiave: “Lo impugnò a due mani e colpì con tutta la forza”

Il racconto esclusivo a Calabria7 di un turista presente sulla spiaggia: “Sentii un colpo sordo, poi vidi il cane immobile e una donna in lacrime”. E riferisce le frasi pronunciate dall’uomo: “Diceva che li avrebbe ammazzati tutti”

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Il bambino corre sulla sabbia e grida. Dietro di lui ci sono due cani. Dagli ombrelloni si alzano alcune persone, qualcuno comincia a urlare. Poi un uomo afferra il palo di un ombrellone, lo stringe con entrambe le mani e lo abbatte con forza. Il bersaglio resta nascosto alla vista, ma il rumore arriva netto: un colpo sordo. Pochi istanti dopo, dietro una sdraio, una donna piange inginocchiata davanti a una cagnolina rigida e immobile. È la scena descritta a Calabria7 da un turista che la sera di venerdì 7 agosto si trovava sulla spiaggia di un complesso condominiale di Pizzo, dove una Schnauzer nana appartenente a una famiglia tedesca è stata ferita in modo gravissimo. Le lesioni riportate hanno poi reso necessaria l’eutanasia.

Prima precisazione. Il testimone non apparteneva a nessuno dei due gruppi coinvolti. Stava giocando a pallavolo insieme ad altri vacanzieri italiani e stranieri quando le urla hanno attirato la sua attenzione. È corso verso gli ombrelloni convinto che un bambino fosse stato aggredito dai cani ed è così diventato uno degli osservatori più vicini ai momenti decisivi della vicenda.

Seconda precisazione. La sua testimonianza, raccolta in esclusiva da Calabria7, non chiarisce se uno dei cani abbia effettivamente tentato di mordere o abbia morso il bambino, perché l’uomo non assiste alla fase iniziale. Descrive però ciò che sostiene di avere visto subito dopo: il palo sfilato dall’ombrellone, il colpo sferrato con entrambe le mani, la tensione esplosa sulla spiaggia e le frasi pronunciate nei minuti successivi.

“Il bambino correva e dietro di lui c’erano due cagnolini”

Il racconto comincia poco prima delle 20, mentre il sole sta tramontando sul mare. “Era la sera di venerdì 7 agosto, saranno state circa le otto. Stavo giocando a pallavolo insieme ad altri turisti, italiani e stranieri, che neppure conoscevo. Improvvisamente la mia attenzione è stata richiamata da alcune urla”, racconta.

Voltandosi, vede un bambino correre tra le postazioni della spiaggia. “Ho guardato verso gli ombrelloni e ho visto un bambino che correva, con due cagnolini dietro di lui. Dagli ombrelloni e dalle sdraio si sono alzati alcuni adulti. Le urla erano così forti che mi sono messo a correre anch’io in quella direzione, pensando che fosse in corso un’aggressione da parte dei cani”.

“Sfilò il palo e sferrò un colpo con tutta la forza”

Mentre si avvicina, il turista assiste alla scena destinata a diventare il centro dell’inchiesta. “Ho visto un signore abbastanza tarchiato sfilare il palo di un ombrellone e dare un colpo con tutta la sua forza, a due mani, contro qualcosa. Non sono riuscito a vedere il bersaglio, ma ho sentito chiaramente un colpo sordo”.

Il testimone è sicuro su ciò che vede, ma delimita con precisione ciò che non può affermare: non vede il palo raggiungere direttamente la cagnolina. Il rumore, la posizione dell’uomo e quanto scoperto pochi secondi dopo costituiscono la sequenza riferita dal turista, che dovrà essere verificata dagli investigatori insieme alle altre deposizioni e agli elementi sanitari e veterinari. “Poco dopo ho notato, dietro una sdraio, una signora inginocchiata che piangeva davanti a un cane. Sembrava morto: era rigido e immobile”, prosegue. Quella cagnolina era la Schnauzer nana della famiglia tedesca. Trasportata d’urgenza in una clinica veterinaria, presentava fratture e lesioni gravissime alla testa. Le sue condizioni sono successivamente peggiorate fino alla decisione di procedere con l’eutanasia.

La tensione e il tentativo di disarmarlo

La testimonianza introduce un altro elemento rilevante. L’uomo accusato di avere colpito il cane aveva dichiarato, attraverso il proprio legale, che non vi sarebbe stata alcuna colluttazione con il proprietario dell’animale. Il turista non è in grado di stabilire chi fossero esattamente tutte le persone coinvolte nei primi istanti, ma racconta di avere visto un contatto fisico e un tentativo di sottrarre il palo. “Prima ancora che riuscissi ad arrivare si era creata una piccola colluttazione, probabilmente nel tentativo di disarmarlo, tra lui e un altro ragazzo. Sono intervenuto insieme a un altro italiano per cercare di evitare il peggio. C’erano urla e pianti, la situazione stava degenerando”. Il palo passa tra più mani, mentre il proprietario della cagnolina cerca di raggiungere l’uomo. “A fatica siamo riusciti ad allontanarlo. Un altro signore italiano è riuscito a impossessarsi del bastone, che nel frattempo era stato afferrato da un turista. Solo dopo ho capito che si trattava dello straniero proprietario del cane”.

Il racconto, dunque, non consente di attribuire con certezza al padre del bambino le lesioni successivamente refertate al turista tedesco. Conferma però che sulla spiaggia vi furono momenti di forte tensione, spinte e tentativi di trattenere le persone, mentre diversi presenti cercavano di impedire che lo scontro avesse conseguenze ancora più gravi.

“Urlava: adesso questi cani li ammazzo tutti”

Il turista testimone dell’accaduto sostiene di avere sentito pronunciare dall’uomo subito dopo il ferimento della cagnolina frasi che, se confermate da altri presenti, potrebbero assumere un rilievo importante nella ricostruzione del suo stato d’animo e della dinamica complessiva. “Una volta allontanati, i due gruppi hanno continuato a scambiarsi urla e insulti, ciascuno nella propria lingua. L’uomo era nervoso, arrabbiato, probabilmente anche spaventato, ma ha pronunciato frasi gravissime”, riferisce il testimone. Quindi riporta le parole che sostiene di avere ascoltato: “Gridava: ‘Adesso, uno a uno, ve li ammazzo tutti questi cani. Non devono stare sulla spiaggia senza guinzaglio. Io devo difendere mio figlio. Ammazzo loro e, se venite, ammazzo pure voi’”.

Attorno a lui, intanto, alcuni turisti stranieri lo indicavano accusandolo di avere ucciso l’animale. “Le donne e alcune ragazzine si sono avvicinate piangendo e gli urlavano: ‘Lo hai ucciso, assassino’. Noi cercavamo di tenere tutti separati. In quel momento sarebbe bastato che due persone si sfiorassero per scatenare l’inferno”. Il testimone racconta di avere riportato anche alcuni graffi mentre tentava di contenere la situazione: “Nulla di grave, ma la tensione era altissima. Siamo riusciti a evitare conseguenze peggiori”.

Le due versioni contrapposte

La testimonianza si inserisce tra due ricostruzioni profondamente diverse. Il proprietario tedesco della Schnauzer sostiene che la cagnolina si fosse semplicemente avvicinata a un altro animale e afferma di non avere visto alcun morso ai danni del bambino. Dopo il colpo, riferisce inoltre di essere stato aggredito e fatto cadere a terra. Al Pronto soccorso di Lamezia Terme gli sono stati diagnosticati un trauma cranico non commotivo, un trauma all’orecchio sinistro e al ginocchio destro, oltre a diverse escoriazioni. Ha presentato un esposto e informato il proprio Consolato.

L’uomo indicato come autore del gesto, assistito dall’avvocato Elisa Solano, sostiene invece di avere agito esclusivamente per proteggere il figlio di sei anni. Secondo la sua versione, il bambino sarebbe stato inseguito da due cani e uno di essi avrebbe tentato di morderlo. Il piccolo sarebbe stato successivamente accompagnato al Pronto soccorso per fare refertare il morso. L’uomo ammette di avere impugnato il palo, ma nega di avere voluto colpire intenzionalmente la cagnolina: “Volevo soltanto allontanare e spaventare i cani. Ho agito per difendere mio figlio”. Nega inoltre di avere aggredito il proprietario dell’animale e attribuisce l’accaduto alla presenza dei cani senza guinzaglio.

Un racconto destinato agli investigatori

Il nuovo testimone racconta che gli stranieri avrebbero contattato immediatamente le forze dell’ordine. All’esterno della spiaggia si sarebbero radunate altre persone, nel timore che l’uomo potesse allontanarsi. Successivamente sarebbe intervenuta la Polizia locale. La sua ricostruzione non scioglie tutti i nodi della vicenda, ma consegna agli investigatori elementi precisi: la posizione dei presenti, le modalità del colpo, il tentativo di sottrarre il palo, la situazione di tensione e soprattutto le frasi pronunciate dopo il ferimento dell’animale. Restano da accertare il comportamento dei due cani nei secondi precedenti, l’eventuale morso subito dal bambino, l’identità delle persone coinvolte nei contatti fisici e la dinamica delle lesioni riportate dal proprietario tedesco.

Le associazioni OIPA Vibo Valentia, Argo, LAV Vibo Valentia e Amore Randagio hanno chiesto un’indagine completa, annunciando la possibilità di costituirsi parte civile. Anche il Comune di Pizzo, attraverso l’assessore Marina Betrò, ha espresso vicinanza alla famiglia e sollecitato piena chiarezza. Ora, oltre alle due versioni contrapposte, c’è il racconto di chi quella sera correva verso gli ombrelloni pensando di dover salvare un bambino e si è ritrovato davanti a una cagnolina immobile, una famiglia in lacrime e una spiaggia a un passo dalla rissa. Saranno le indagini coordinate dalla Procura di Vibo e delegate ai carabinieri della stazione di Pizzo potranno stabilire responsabilità e conseguenze penali. Ma quelle parole, quel palo impugnato a due mani e quel colpo sordo entrano da oggi nel cuore dell’inchiesta.

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