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14 Maggio 2026
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Calabresi nel mondo, l’ex deputato Pino Galati salvo per prescrizione. Assolta la collaboratrice Cairo

Il Tribunale collegiale di Catanzaro ha assolto Galati solo per il capo di accusa sull'indebita destinazione di denaro e cose mobili

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Si salva per intervenuta prescrizione l’ex deputato di Forza Italia Pino Galati, oggi vice presidente nazionale di Noi Moderati, finito nell’inchiesta sulla presunta distrazione di fondi comunitari all’interno della Fondazione Calabresi nel Mondo, ex ente in house della Regione Calabria, mentre è stata assolta la collaboratrice della Fondazione Mariangela Cairo. E’ quanto si legge dalla sentenza dei giudici del Tribunale collegiale di Catanzaro, che per Galati, codifeso dagli avvocati Francesco Gambardella e Salvatore Cerra hanno sì pronunciato estinto il capo di imputazione relativo all’abuso di ufficio, perché non più previsto dalla legge come reato e l’assoluzione per un altro capo di accusa sull’ indebita destinazione di denaro e cose mobili, ma per l’ipotesi di peculato si sono pronunciati con una prescrizione, mentre il pubblico ministero Graziella Viscomi in aula aveva invocato in aula cinque anni (LEGGI). Assolta la collaboratrice della Fondazione Mariangela Cairo, che rispondeva di un solo capo di indebita destinazione di denaro e cose mobili. Scagionata con formula ampia, perché il fatto non sussiste, come richiesto dal pm e dagli avvocati difensori Massimo Scuteri e Giovanni Passalacqua. Bisognerà attendere le motivazioni della sentenza che verranno depositate tra novanta giorni per capirne le motivazioni. Un terzo imputato Giuseppe Antonio Bianco, che rispondeva anche di falsità ideologica oltre che di peculato, giudicato con rito abbreviato e’già stato condannato, nell’ambito della stessa inchiesta, in via definitiva ad 1 anno e 9 mesi di reclusione. 

Le ipotesi di accusa 

Secondo le ipotesi accusatorie, Galati e Bianco, in qualità di pubblici ufficiali, avendo in ragione del proprio ufficio, la disponibilità e il possesso delle somme destinate ai progetti commissionati dalla Regione Calabria e finanziamenti con i fondi Por, se ne sarebbero appropriati attribuendosi incarichi retribuiti all’interno della Fondazione. E Galati in concorso con Cairo si sarebbe impossessato di somme di danaro destinate a progetti commissionati dalla Regione Calabria determinando la stipula di un contratto di locazione a proprio esclusivo beneficio così deviando le risorse dal loro vincolo di destinazione. In particolare Cairo, segretario generale della Fondazione I Sud del Mondo, nonché collaboratrice di Calabresi nel Mondo, sarebbe stata beneficiaria del contratto di un negozio locatizio in uso alla fondazione I sud del Mondo a Roma, a beneficio proprio e per proprie esclusive esigenze private,sottraendo le risorse ai fini a cui erano destinate, procurando alla Regione un danno di 9.979.60 euro. Reato questo da peculato riqualificato in indebita destinazione di denaro o cose mobili.

L’inchiesta

L’inchiesta, scattata nel 2015 mirava a far luce su una presunta distrazione di fondi destinati all’associazione “Calabresi nel mondo”, ente “in house” della Regione Calabria, all’epoca dell’inchiesta in liquidazione e avrebbe evidenziato una gestione “clientelare” delle assunzioni, con la paventata violazione delle norme in materia, ma anche la violazione dello Statuto della fondazione nella parte in cui prevedeva la gratuità degli incarichi di presidente. Un terzo aspetto delle indagini ha riguardato il rapporto tra la fondazione “Calabresi nel mondo” e la fondazione “I Sud del mondo”, di cui Galati è stato pure presidente, in relazione all’illecito affitto di una sede a Roma. 

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