22 Luglio 2026
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Chiusa l’inchiesta sui presunti bonifici irregolari al Comune di Vazzano: indagati anche il sindaco Massa e l’ex primo cittadino Villì

La Procura di Vibo Valentia ha notificato l'avviso di conclusione delle indagini a 30 persone e a 8 tra società e associazioni. Al centro dell'inchiesta un presunto sistema di mandati di pagamento irregolari che, secondo l'accusa, avrebbe causato un danno economico al Comune nell'arco di quasi dieci anni

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Si avvia verso una nuova fase giudiziaria l’inchiesta della Procura della Repubblica di Vibo Valentia sui presunti “bonifici sospetti” che avrebbero interessato il Comune di Vazzano. Il sostituto procuratore Concettina Iannazzo ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a 30 persone e a 8 tra società e associazioni, contestando complessivamente 48 capi d’imputazione.

Tra gli indagati figurano anche l’attuale sindaco Vincenzo Massa e l’ex primo cittadino Domenico Villì. Secondo l’ipotesi accusatoria, ancora tutta da verificare nelle successive fasi del procedimento, il presunto sistema avrebbe consentito di sottrarre nel tempo ingenti risorse alle casse comunali attraverso mandati di pagamento ritenuti irregolari. La Procura stima un ammanco complessivo di circa 850 mila euro maturato nell’arco di quasi dieci anni.

L’ipotesi della Procura: mandati alterati e pagamenti senza giustificazione

Nel provvedimento firmato da Concettina Iannazzo vengono ricostruite operazioni finanziarie che gli investigatori ritengono anomale e che sarebbero state effettuate tra il 2015 e il 2024. L’accusa sostiene che oltre 200 mandati di pagamento sarebbero stati alterati oppure emessi in assenza di un valido titolo giustificativo.

Una parte delle contestazioni riguarda somme quantificate in circa 462 mila euro, che, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbero state sottratte al patrimonio del Comune mediante pagamenti destinati a soggetti che, per gli inquirenti, non vantavano alcun credito nei confronti dell’ente.

L’avviso di conclusione delle indagini segue il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente eseguito il 10 giugno 2026 nei confronti di 11 indagati, disposto nell’ambito dello stesso procedimento.

Dall’esposto degli amministratori all’analisi dei conti comunali

L’inchiesta nasce da una segnalazione presentata nell’ottobre 2024 da alcuni amministratori comunali presso una stazione dei Carabinieri. L’esposto evidenziava presunte incongruenze tra i destinatari indicati nei pagamenti effettuati dal Comune e coloro che avrebbero effettivamente incassato le somme.

In una prima fase la Procura dispose sequestri preventivi per oltre 200 mila euro nei confronti dei primi indagati. Successivamente le indagini sono state approfondite con il coinvolgimento del Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Vibo Valentia, che ha esaminato la documentazione contabile dell’ente relativa al periodo compreso tra il 2015 e il 2025. Da questa attività sarebbero emersi 228 mandati di pagamento ritenuti illeciti dagli investigatori.

Il ruolo contestato all’ex responsabile degli Affari generali

Al centro della ricostruzione della Procura compare Domenico Antonio Buggisano, ex responsabile dell’area Affari generali del Comune, in pensione dal gennaio 2022 e successivamente collaboratore dello stesso ufficio fino all’ottobre 2024.

Secondo gli inquirenti, proprio in virtù delle funzioni ricoperte, avrebbe gestito direttamente le procedure di liquidazione e pagamento utilizzando la smart card rilasciata dal tesoriere comunale. L’accusa sostiene inoltre che, nel corso degli anni, sarebbe stato l’unico dipendente comunale in grado di operare concretamente sui sistemi contabili dell’ente.

La Procura gli contesta di essersi appropriato, attraverso la liquidazione di presunti falsi mandati di pagamento, di somme destinate a professionisti, imprenditori, enti e associazioni che, secondo l’impostazione accusatoria, non avevano alcun titolo per ricevere quei pagamenti. In una delle contestazioni viene attribuita all’ex funzionario una presunta appropriazione di 294.672 euro, mentre ulteriori episodi di peculato vengono contestati sia individualmente sia in concorso con altri indagati.

 Le posizioni del sindaco Massa e dell’ex sindaco Villì

Tra gli indagati compare anche Vincenzo Massa, oggi sindaco di Vazzano ma, nel periodo oggetto delle contestazioni, responsabile pro tempore del Servizio finanziario del Comune.

Secondo la Procura, nella qualità ricoperta all’epoca dei fatti, avrebbe avuto l’obbligo giuridico di impedire l’appropriazione delle somme che gli investigatori attribuiscono all’ex responsabile degli Affari generali. Una contestazione analoga viene formulata nei confronti dell’ex sindaco Domenico Villì.

Le accuse rappresentano esclusivamente l’ipotesi formulata dall’autorità giudiziaria nella fase delle indagini preliminari e dovranno essere vagliate nelle successive fasi del procedimento, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza.

Conti correnti, immobili e altri beni sottoposti a sequestro

Nell’ambito dell’inchiesta, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Vibo Valentia ha disposto il sequestro delle disponibilità finanziarie e, in via subordinata, di beni mobili registrati e immobili riconducibili agli 11 destinatari del provvedimento cautelare reale, fino alla concorrenza dell’importo complessivamente indicato dall’autorità giudiziaria.

L’avviso di conclusione delle indagini rappresenta la chiusura della fase investigativa. Spetterà ora alla Procura valutare le eventuali richieste da presentare al giudice, mentre gli indagati potranno esercitare le facoltà difensive previste dal codice di procedura penale.

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