Un’articolata indagine coordinata dalla Procura Europea ha portato allo smantellamento di un presunto sodalizio criminale attivo nel commercio di auto di fascia medio-alta provenienti dall’estero, con un sistema di evasione dell’Iva stimato in oltre 42 milioni di euro. Nell’operazione, condotta dalla Guardia di Finanza, rientra anche un articolato filone investigativo che interessa il territorio italiano fino alla provincia di Vibo Valentia.
L’azione repressiva è stata sviluppata sotto il coordinamento degli uffici Eppo di Bologna, Torino e Palermo e ha portato all’esecuzione di provvedimenti disposti dal Tribunale di Civitavecchia nei confronti di un gruppo ritenuto responsabile di un complesso schema fraudolento legato alla vendita di autovetture di lusso di provenienza tedesca.
Sequestri, perquisizioni e misure cautelari
Le Fiamme Gialle del Comando provinciale di Prato hanno dato esecuzione alle misure disposte dall’autorità giudiziaria, che hanno coinvolto complessivamente 7 persone fisiche e 6 società, con contestuali attività di perquisizione in oltre sedici immobili tra abitazioni, sedi aziendali e altri locali riconducibili agli indagati.
Nel corso delle operazioni sono stati sottoposti a sequestro numerosi beni, tra cui decine di veicoli di alta gamma e conti correnti, anche esteri. Il valore complessivo delle misure reali supera i 6 milioni di euro, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti e recepito nei provvedimenti cautelari.
L’inchiesta nata da una segnalazione privata
L’indagine ha preso avvio da un esposto presentato da un cittadino al Comando provinciale di Prato, dopo difficoltà nell’immatricolazione di un’auto usata acquistata presso un concessionario multimarca. Da quel singolo episodio si è sviluppata un’attività investigativa più ampia, che ha permesso di ricostruire un sistema strutturato di frode fiscale nel settore automobilistico.
Gli accertamenti, condotti dal Gruppo di Prato, hanno incluso intercettazioni, verifiche bancarie, acquisizioni documentali e controlli presso uffici di pratiche auto e Motorizzazione Civile, facendo emergere una rete operativa estesa su più territori.
Il ruolo internazionale e il passaggio da San Marino
Le verifiche si sono poi estese alla cooperazione giudiziaria con autorità tedesche e uffici Eppo di Colonia e Monaco di Baviera, portando nel 2024 a una vasta operazione transnazionale con oltre ottanta perquisizioni tra Italia e Germania e tre arresti eseguiti all’estero.
Secondo la ricostruzione investigativa, il sistema fraudolento si basava sulla vendita di oltre 1.700 veicoli importati, immessi sul mercato italiano senza il corretto versamento dell’Iva, per un’evasione complessiva stimata in oltre 42,8 milioni di euro. Il meccanismo prevedeva l’utilizzo di società fittizie con sede a San Marino, impiegate come schermo per falsificare attestazioni fiscali e consentire l’immatricolazione dei veicoli in Italia.
Il mercato delle supercar e i primi sequestri
Nel corso delle indagini sono emersi ulteriori elementi relativi al traffico di auto di lusso, con il sequestro di numerosi veicoli di marchi come Ferrari, Lamborghini, Porsche, Mercedes, BMW e Audi, oltre a immobili e disponibilità finanziarie riconducibili alle società coinvolte.
Già nel 2025 erano state eseguite ulteriori misure cautelari in diverse province italiane, con il sequestro di beni per milioni di euro, a conferma della struttura articolata dell’organizzazione e della sua operatività su scala nazionale.
La rete operativa e il coinvolgimento di Vibo Valentia
Le attività investigative hanno inoltre evidenziato il ruolo di intermediari e broker attivi principalmente nel Lazio, con epicentro nella zona di Roma e Bracciano, che avrebbero facilitato le operazioni commerciali illecite.
Le esecuzioni delle misure hanno coinvolto anche diversi reparti territoriali della Guardia di Finanza, tra cui unità operative dislocate in varie città italiane, compresa Vibo Valentia, chiamata a supportare le attività di riscontro sul territorio.









