8 Luglio 2026
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Folgorato da un palo della luce a Soverato, i familiari della vittima ammessi parte civile

Rischiano il processo tecnici di impresa e del Comune. L'udienza preliminare proseguirà il prossimo 15 luglio

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Entrerà nel vivo il prossimo 15 luglio l’udienza preliminare per i sei indagati, tra dirigenti tecnici di un’impresa e un responsabile tecnico dell’ufficio tecnico comunale di Soverato, rispetto ai quali la Procura di Catanzaro ha chiesto il rinvio a giudizio per omissioni sui lavori edili, per l’installazione difettosa  sull’impianto della corrente elettrica, guaina prevista per legge assente, per una serie di negligenze che hanno portato un 18enne ad essere folgorato il 20 agosto 2024 dopo aver toccato un palo della luce posto all’angolo di via San Giovanni Bosco e Piazza Casalinuovo. Oggi davanti al gup Pietro Agosteo, sono state ammesse come parti civili i familiari della vittima, difesi dagli avvocati Sabrina Rondinelli e Francesco Severino e tra una settimana si saprà se il giudice, nel contraddittorio tra accusa e difesa (rappresenta dagli avvocati Vincenzo Ioppoli, Angela La Gamma,Gianni Russano e Brunella Candreva) accoglierà la richiesta formulata dalla Procura di mandare a processo Guido Bisceglia, 53 anni, di Catanzaro; Gregorio Carello, 53 anni, residente a Soverato; Giuseppe Catone, 59 anni, residente a Squillace; Francesco Tavano, 38 anni, residente a Borgia; Giuseppe Tavano, 69 anni, di Borgia; Salvatore Tavano, 41 anni residente a Borgia. Secondo le ipotesi accusatorie tutti e sei avrebbero provocato lesioni gravissime al ragazzo, vittima di “una malattia probabilmente insanabile”, mettendone a rischio la vita. In particolare Giuseppe Tavano, legale rappresentante della società Giuseppe Tavano srl, Francesco e Salvatore Tavano, direttori tecnici dell’impresa, nell’esercizio dell’appalto per la gestione della rete di illuminazione pubblica del Comune di Soverato, su incarico e in cooperazione con Giuseppe Catone, proprietario del fabbricato già oggetto di ristrutturazione da parte della stessa ditta, avrebbero spostato un lampione posto all’angolo tra via San Giovanni Bosco e Piazza Casalinuovo in assenza dei relativi titoli autorizzativi e installandolo in difetto dei requisiti previsti per legge, vista l’assenza di guaina protettiva sulla parte terminale dei conduttori e la presenza di un taglio sul conduttore di fase, comportando un potenziale pericolo di 230 volt in presenza di un elemento in grado di condurre l’energia elettrica sulla parte metallica del palo. 

Le omissioni e le anomale apparecchiature installate

Secondo le ipotesi accusatorie Francesco e Salvatore Tavano, avrebbero installato un quadro elettrico privo di interruttore magnetotermico generale in grado di interrompere automaticamente e simultaneamente l’energia a tutte le apparecchiature installate e di conseguenza a tutte le linee elettriche che da esso si dipanavano, avendo una soglia di intervento inidonea ad assicurare una protezione efficace contro il pericolo dei contatti indiretti. Giuseppe, Francesco e Salvatore Tavano, non avrebbero eseguito le verifiche periodiche da effettuare ogni quattro anni per verificare la perfetta efficienza degli impianti elettrici. Il responsabile del settore Attività produttive, Manutenzione e Patrimonio del Comune di Soverato Guido Bisceglia, non è solo indagato per lesioni, ma anche violazione colposa di doveri inerenti la custodia di cose sottoposte a sequestro nel corso di un procedimento penale e per frode in un processo penale e depistaggio. Bisceglia, secondo le ipotesi accusatorie, avrebbe omesso di vigilare sui lavori edili e in particolare sullo spostamento del lampione avvenuto intorno al 6 aprile 2024, avallando a posteriori il 18 luglio lo spostamento con verbale istruttorio, nel quale si sarebbe attestata la regolarità della richiesta di realizzare un’opera già compiuta “in assenza di titoli autorizzativi e di qualsivoglia attestazione di conformità tecnica”. 

Indagini depistate

Bisceglia in concorso con persone allo stato ignote, in qualità di custode di cose sottoposte a sequestro, “con colpa consistita nell’omesso e protratto controllo dei beni affidati alla sua custodia: un armadio elettrico a due ante” ne avrebbe agevolato la sottrazione di due linee elettriche presenti al suo interno. E in qualità di pubblico ufficiale per depistare le indagini, alla polizia giudiziaria avrebbe affermato il falso e taceva, in tutto o in parte ciò che sapeva intorno ai fatti sui quali veniva sentito, omettendo di riferire, sempre secondo le ipotesi accusatorie che il lampione fosse stato già abusivamente spostato senza alcuna autorizzazione, dichiarandosi contrariamente al vero, estraneo ai fatti, per i quali precisava di essere solo “dal dodici di luglio 2024 responsabile del servizio Manutenzione qui del Comune di Soverato…” essendo invece già stato nominato “responsabile delle Attività produttive, Manutenzione e Patrimonio ad interim fino ad espressa revoca.

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