2 Settembre 2026
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Giardini, barbecue e verande abusive sul lungomare di Montepaone, 17 indagati (NOMI)

La Procura di Catanzaro ha chiuso l'inchiesta con contestuale informazione di garanzia ipotizzando l'occupazione abusiva del demanio marittimo

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Avrebbero occupato arbitrariamente tre aree di demanio marittimo per un totale di 896 metri quadrati sul lungomare di Montepaone, recintandole e trasformandole in giardini, barbecue, fontane e verande, allargando le loro proprietà e impedendone l’uso pubblico. Una sorta di lungomare privatizzato. Con l’accusa a vario titolo di occupazione abusiva del demanio pubblico e violazione del codice della navigazione il sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro Domenico Assumma ha chiuso le indagini con contestuale informazione di garanzia nei confronti di 17 persone.   

I nomi degli indagati

Si tratta di Anna Maria Cristoforo, 59 anni, di Davoli; Vittorio Cristoforo, 56 anni, di Davoli; Maria Victoria Cristoforo, 61 anni, residente a Baltimora; Antonietta Procopio, 81 anni, di Davoli; Rosario Francesco Crudo, 55 anni, di Napoli; Alessandra Crudo, 54 anni, di Napoli; Pantaleone Clericò, 46 anni, di Montepaone; Concetta Clericò, 71 anni, di Montepaone; Angela Mascaro, 55 anni, di Catanzaro; Giuseppina Mascaro, 57 anni; di Catanzaro; Italia Mascaro, 42 anni, di Catanzaro; Daniela Scozzafava; 56 anni; di Montepaone; Rosario Alterio, 60 anni, di Catanzaro; Nicola Clericò, 81 anni, di Montauro; Italia Clericò, 44 anni, di Montepaone; Manlio Clericò, 40 anni, di Montepaone e Amelia Lucchese, 79 anni, di Montepaone. 

Barbecue e giardini privati sul Lungomare

Secondo le ipotesi accusatorie l’occupazione abusiva riguarderebbe tre distinte porzioni catastali in località Lungomare, accertate in data anteriore e prossima al 4 marzo 2025: una delimitata da una recinzione in muratura sormontata da ringhiera metallica, con all’interno pozzo, area barbecue, fontana e manufatto ad uso deposito, in parte pavimentata e sormontata da una veranda in legno, un’altra area delimitata da una muratura con ringhiera ad uso giardino con alberature di vario genere e siepi e una terza in parte pavimentata e in parte a uso giardino, impedendone l’uso pubblico.

Il diritto alla difesa

Gli indagati (assistiti dagli avvocati Mary Aiello, Francesco Iacopino e Demetrio Verbaro)avranno 20 giorni di tempo per chiedere di essere sentiti dal pubblico ministero, depositare memorie difensive, rilasciare dichiarazioni spontanee e compiere ogni altro atto utile all’esercizio del diritto di difesa prima che il magistrato titolare del fascicolo proceda oltre con una richiesta di rinvio a giudizio. 

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