2 Settembre 2026
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Mare inquinato a Roccelletta, Maiuolo all’attacco: “Disastro annunciato tra omissioni, dossier nascosti e silenzi di comodo”

Il consigliere d'opposizione di Borgia chiede l'intervento della Procura: "Il sindaco invoca la Regione ma tace sul depuratore di Catanzaro"

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Le immagini della prima cittadina di Borgia che, di fronte all’ennesima emergenza inquinamento lungo la costa, allarga le braccia chiamando in causa gli enti sovracomunali non possono essere lette come una reazione a un fatto imprevedibile. Quanto accaduto a Roccelletta di Borgia e alla foce del fiume Corace non è una fatalità, ma l’epilogo ampiamente preannunciato di una crisi documentata nel tempo. A sparare a zero sull’amministrazione comunale è il consigliere di minoranza Giovanni Maiuolo, che ricostruisce la catena di ritardi e omissioni che ha compromesso la stagione balneare.
Già nel mese di luglio – ricorda – i monitoraggi di Goletta Verde condotti da Legambiente avevano lanciato un chiaro segnale d’allarme, classificando come fortemente inquinate le acque alla foce del Corace. I successivi provvedimenti di divieto di balneazione, scattati per la presenza del batterio Escherichia coli, costituiscono tuttavia solo l’aspetto emergente di una gestione del territorio caratterizzata da falle strutturali.

Carenze depurative a Borgia e il dossier dimenticato del 2021

Secondo il consigliere Maiuolo, l’amministrazione locale non può sottrarsi dalle proprie dirette responsabilità. Il centro urbano di Borgia versa da anni in una condizione di pesante ritardo infrastrutturale per l’assenza di un impianto di depurazione moderno. Una criticità che colpisce duro anche l’entroterra, lasciando scoperte da interventi risolutivi aree nevralgiche come la località Brisella, ed esponendole a costanti disagi igienico-sanitari.
In questo contesto, l’esponente di opposizione solleva una precisa questione di trasparenza amministrativa chiedendo pubblicamente: “Che fine ha fatto la relazione tecnica redatta e depositata dal comandante Scarfone nel 2021? Perché quel dossier, che già anni fa mappava nel dettaglio le criticità e gli scarichi abusivi della rete fognaria di Borgia, è rimasto chiuso nei cassetti senza tradursi in azioni risolutive?”

L’accusa del doppio peso politico e il ricorso agli organi inquirenti

All’inerzia sul piano strutturale si aggiungerebbe, secondo il consigliere, una condotta dettata da precise appartenenze politiche. Se da un lato il vertice del Comune non esita ad alzare la voce contro la Regione Calabria per addossare le colpe all’ente sovracomunale, dall’altro si registrerebbe un atteggiamento opposto verso il capoluogo. Maiuolo denuncia infatti come vi sia “un silenzio imbarazzante e protettivo nei confronti del Sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita”, nonostante sia noto a tutti che “il depuratore di Catanzaro Marina riversi nel Corace enormi criticità strutturali”.
Di fronte a un quadro ritenuto intollerabile e supportato dalle continue segnalazioni inoltrate negli anni dai residenti, Giovanni Maiuolo sollecita un’azione diretta delle autorità giudiziarie. L’esponente di minoranza lancia quindi “un appello fermo e accorato alla Procura della Repubblica di Catanzaro e agli organi inquirenti, Carabinieri Forestali e Capitaneria di Porto, affinché intervengano in maniera decisa e incisiva sui Comuni di Borgia e Catanzaro”. L’obiettivo, conclude Maiuolo, deve essere quello di “acquisire formalmente tutti gli atti, a partire dalla Relazione Scarfone del 2021, accertare le omissioni d’ufficio, individuare i responsabili di questo disastro ambientale e porre fine a un silenzio istituzionale che sta uccidendo il nostro mare”.

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