9 Ottobre 2026
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Inchiesta Ostro-Amaranto, colpo alle accuse della Dda di Catanzaro: chat SkyEcc inutilizzabili

E' quanto stabilito dal gup di Catanzaro. Fuori dal processo i messaggi criptati acquisiti in Francia: accolte le eccezioni sollevate dagli avvocati Gervasi e Sorgiovanni

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Le chat criptate SkyEcc acquisite in Francia finiscono fuori dal processo. A comunicarlo sono gli avvocati Giuseppe Gervasi e Vincenzo Sorgiovanni, del Foro di Locri, dopo la decisione pronunciata dal gup di Catanzaro al termine del giudizio abbreviato nel procedimento Amaranto-Ostro. Secondo la nota dei difensori, il giudice ha espunto dal fascicolo e dichiarato inutilizzabili i messaggi posti a fondamento delle accuse di traffico di sostanze stupefacenti formulate dalla Direzione distrettuale antimafia. Una decisione che accoglie, riferiscono i due legali, le eccezioni sollevate sulle modalità di acquisizione della messaggistica e sul rispetto delle garanzie difensive.

Le chat arrivate dalla Francia e il nodo del diritto di difesa

Al centro della controversia c’è il percorso attraverso il quale le conversazioni criptate sono state acquisite dalle autorità francesi e successivamente trasmesse agli inquirenti italiani. Gervasi e Sorgiovanni hanno contestato la regolarità di questo passaggio, sostenendo che l’acquisizione fosse avvenuta in violazione dei diritti della difesa e delle norme italiane ed europee sulla prova raccolta all’estero.

Secondo quanto comunicano, il gup ha accolto integralmente le loro richieste, escludendo dal materiale utilizzabile nel giudizio i messaggi contestati. Per le accuse di droga che si fondavano su quelle conversazioni, viene così meno un elemento probatorio sul quale la Procura aveva costruito la propria ricostruzione.

La battaglia dei due avvocati di Locri

Il risultato arriva dopo oltre due anni di lavoro, durante i quali i due penalisti hanno affrontato la questione in diversi procedimenti per traffico di stupefacenti. Sin dall’inizio, spiegano, hanno denunciato le irregolarità che ritenevano presenti nell’acquisizione della messaggistica proveniente dalla Francia. La loro iniziativa ha portato al centro del processo il controllo sulla legalità della raccolta della prova e sulla possibilità per gli imputati di esercitare concretamente il diritto di difesa. È su questo terreno che i legali rivendicano il significato della decisione di Catanzaro.

Il precedente della Cassazione a giugno

Un passaggio della vicenda si era già consumato nello scorso mese di giugno, quando la Corte di Cassazione aveva dichiarato inammissibile il ricorso della Dda di Catanzaro contro il provvedimento con il quale il Gup aveva disposto approfondimenti sull’acquisizione delle chat. Quella pronuncia aveva lasciato proseguire le verifiche ordinate dal giudice sul materiale proveniente dalla Francia. Il provvedimento comunicato oggi dai difensori riguarda l’esito di quel confronto processuale: la dichiarazione di inutilizzabilità della messaggistica contestata nel giudizio abbreviato.

“Sono stati due anni di duro lavoro”

“Sono stati due anni di duro lavoro – commentano Gervasi e Sorgiovanni -. “Riuscire a dimostrare la violazione di una serie di norme italiane ed europee in tema di prova acquisita all’estero non è stato facile, ma il risultato di Catanzaro ci ripaga di tutti i sacrifici”. I due avvocati insistono sul rispetto delle regole nella formazione del materiale probatorio: “La raccolta delle prove deve avvenire nel rispetto della legge e delle prerogative difensive”. La soddisfazione riguarda anche l’esito per i loro assistiti. “La giusta assoluzione dei nostri assistiti ci ripaga di tutti i nostri sacrifici. Ci batteremo affinché in ogni aula giudiziaria il diritto di difesa venga sempre garantito”, affermano.

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