7 Luglio 2026
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Inchiesta ultras, Klaus Davi sulle rivelazioni del pentito: “Omicidio Boiocchi, i clan calabresi sapevano”

Il giornalista e massmediologo interviene sugli ultimi sviluppi del caso "Doppia Curva" e sui verbali dell'ex capo della Nord interista Marco Ferdico: "I delitti milanesi hanno una radice profonda nelle Preserre vibonesi, i nuovi atti confermano le mie inchieste sul campo"

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Le recenti confessioni dell’ex capo ultrà dell’Inter, Marco Ferdico, ora collaboratore di giustizia nell’ambito della maxi-inchiesta “Doppia Curva”, aprono scenari investigativi che collegano direttamente i vertici del tifo organizzato milanese ai clan della criminalità organizzata calabrese. Secondo quanto emerso dagli ultimi verbali, uno dei presunti esecutori materiali del delitto dello storico leader nerazzurro Vittorio Boiocchi, avvenuto nell’ottobre del 2022, avrebbe informato preventivamente le famiglie della ‘ndrangheta dell’imminente azione di sangue. Nello specifico, Ferdico ha riferito di aver affrontato l’argomento con due soggetti, identificati nei cognomi di “Idà e Monardo”.

Sul punto è intervenuto con decisione il giornalista Klaus Davi, che da tempo segue le dinamiche infiltrative delle cosche nei segmenti commerciali e para-commerciali dello stadio di San Siro. “Gli Idà sapevano, i Monardo sapevano: i clan calabresi delle Preserre erano a conoscenza della verità che sta emergendo. I delitti milanesi non sono solo milanesi ma anche calabresi. Per me è stato evidente fin dall’inizio, come ho sempre detto e scritto”.

Secondo il racconto di Marco Ferdico, l’ex capo ultrà interista pentitosi in questi giorni, uno dei presunti esecutori materiali aveva informato “le famiglie calabresi”, ossia la ‘Ndrangheta, che avrebbero ucciso Boiocchi. E lui ne aveva parlato pure con due persone, “Idà e Monardo”.
“Era evidente – continua Klaus Davi –  che il coinvolgimento di Simoncini per un omicidio così plateale non poteva escludere le cosche vibonesi con le quali Ferdico aveva rapporti stretti e consolidati. Lo dissi fin dall’inizio. Ora si tratta di capire quale fosse il livello di coinvolgimento”.
Il giornalista italo-svizzero si è recato più volte a Soriano Calabro, Ariola e Gerocarne perché da sempre convinto che le cosche vibonesi fossero coinvolte. Nell’aprile 2025 Klaus pubblicò il video OMICIDIO DEL CAPO ULTRÀ DELL’INTER, KLAUS DAVI A SORIANO: “MISTERI E SILENZI SUL DELITTO BOIOCCHI” (https://www.youtube.com/watch?v=Y8-s8vbkc40) tratto da una sua trasferta appunto nel vibonese per approfondire il ruolo delle cosche locali. In un paese dal clima ermetico emersero spunti interessanti su Andrea Pietro Simoncini, uno dei presunti killer nonché suocero di Ferdico, e Daniel D’Alessandro, detto “Bellebuono” e presunto coautore dell’omicidio di Vittorio Boiocchi.
“Per me era palese che l’implicazione di un soggetto delle Preserre coinvolto nelle guerre di ‘Ndrangheta non potesse avvenire senza informare i vertici dei clan vibonesi” ha concluso Davi.

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