Per chiudere una lite con il Fisco, a Vibo Valentia servono in media 131 giorni. A Catanzaro 565, a Cosenza 554: oltre quattro volte il tempo registrato nella sede vibonese. La distanza emerge dai dati sulla giustizia tributaria pubblicati dal Sole 24 Ore, che collocano Vibo all’estremo più rapido della graduatoria nazionale e le altre due città calabresi fra quelle con le attese maggiori. Il confronto riguarda i procedimenti tributari definiti nel 2025, sulla base dei dati del ministero dell’Economia e del dipartimento della Giustizia tributaria. Misura quanto sono durate, in media, le controversie arrivate a conclusione in quell’anno: un indicatore che mette in evidenza differenze marcate anche all’interno della stessa regione.
Vibo chiude le liti fiscali in meno di metà del tempo nazionale
Con 131 giorni di durata media, la Corte di giustizia tributaria di primo grado di Vibo Valentia registra il valore più basso fra le 103 sedi elencate nella graduatoria. Il confronto con il dato nazionale è netto. La media italiana è di 359 giorni, quasi un anno; a Vibo si scende a poco più di quattro mesi. La differenza è di 228 giorni. È un risultato che riguarda uno specifico settore della giustizia, quello delle controversie fiscali. Per valutarne le ragioni servirebbe affiancare ai tempi anche il numero dei ricorsi, la loro complessità e le risorse disponibili: la sola durata media descrive il divario, ma non basta a spiegarlo.
Catanzaro e Cosenza fra le sedi con le attese maggiori
Il quadro cambia a Catanzaro, dove la durata media raggiunge 565 giorni, e a Cosenza, dove si attesta a 554. Nella graduatoria ordinata dalle sedi più lente a quelle più rapide occupano, rispettivamente, l’undicesima e la dodicesima posizione. In entrambi i casi si supera l’anno e mezzo. Catanzaro registra 206 giorni in più rispetto alla media nazionale, Cosenza 195. La distanza da Vibo è ancora più ampia: 434 giorni per Catanzaro e 423 per Cosenza. Per i contribuenti coinvolti significa convivere più a lungo con una controversia aperta e con l’incertezza sul suo esito.
Crotone sopra la media, Reggio Calabria sotto
Fra i due estremi si collocano Crotone e Reggio Calabria. A Crotone una controversia tributaria di primo grado dura mediamente 377 giorni, diciotto in più del dato italiano. La sede è al 35º posto nella graduatoria dalla più lenta. Reggio Calabria registra invece 286 giorni, settantatré in meno rispetto alla media nazionale, e si colloca al 60º posto. La Calabria presenta dunque situazioni molto diverse: due sedi con tempi sensibilmente superiori al dato italiano, una poco sopra, una sotto e Vibo con la durata più breve dell’intero confronto.
In appello la Calabria fa meglio del dato italiano
Nel secondo grado il risultato regionale è più favorevole. La Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Calabria registra una durata media di 525 giorni, contro i 792 della media nazionale. La differenza è di 267 giorni. Anche in appello, però, si parla di tempi medi superiori a un anno: circa diciassette mesi in Calabria, oltre ventisei nel complesso delle sedi italiane. Il dato regionale del secondo grado va tenuto distinto da quelli delle singole sedi di primo grado: riguarda una diversa fase del processo.
Che cosa raccontano davvero questi numeri
Le cifre pubblicate dal Sole non indicano quanto durerà necessariamente un ricorso presentato oggi. Riguardano i procedimenti conclusi nel 2025, che possono essere iniziati in anni precedenti e avere caratteristiche differenti. Non sono neppure una graduatoria generale dei tribunali o una misura automatica della qualità delle decisioni. Fotografano un aspetto preciso: il tempo necessario per arrivare alla conclusione delle liti fiscali.
Su questo terreno il divario calabrese è evidente. Vibo registra il tempo medio più breve d’Italia, mentre a Catanzaro e Cosenza la durata supera di oltre quattro volte quella vibonese. Una distanza che merita di essere approfondita partendo dai carichi di lavoro e dall’organizzazione delle singole sedi.














