13 Settembre 2026
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Magistrati nel mirino, Unicost lancia l’allarme: “Basta campagne d’odio, servono maggiori tutele”

La Direzione nazionale di Unicost denuncia il crescente clima di delegittimazione nei confronti dei magistrati e annuncia iniziative per proteggerli dagli attacchi personali e dalle campagne diffamatorie

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Le recenti vicende giudiziarie finite al centro del dibattito pubblico hanno alimentato un clima di forte tensione nei confronti della magistratura. A denunciarlo è la Direzione nazionale di Unità per la Costituzione (Unicost), che parla di una crescente delegittimazione personale dei magistrati e chiede misure concrete per tutelarne l’autonomia e l’indipendenza.

“Non più semplici critiche, ma attacchi personali”

Secondo Unicost, non si tratta più della fisiologica critica ai provvedimenti giudiziari, ma di una vera e propria escalation di attacchi personali contro i magistrati per le decisioni adottate nell’esercizio delle loro funzioni.

Nel mirino finiscono le campagne d’odio sui social network, gli attacchi alimentati dal dibattito politico e quello che il gruppo definisce un utilizzo improprio delle ispezioni ministeriali, elementi che, secondo l’associazione, rischiano di creare un clima di pressione incompatibile con i principi di autonomia e indipendenza della magistratura.

I casi citati da Unicost

Nel documento vengono richiamate alcune delle più discusse vicende giudiziarie degli ultimi mesi, tra cui quelle relative ai trattenimenti dei migranti in Albania e ai cosiddetti “Paesi sicuri”, il caso Apostolico, la scarcerazione dei manifestanti disposta dal Gip di Torino in relazione al corteo pro Askatasuna, il caso della famiglia nel bosco, il caso Roggero con il dibattito sulla legittima difesa e, più recentemente, la decisione di sostituire una misura cautelare nell’inchiesta sulla presunta violenza sessuale ai danni di una minorenne.

Unicost evidenzia inoltre gli attacchi rivolti alla magistratura durante la campagna referendaria, ricordando alcune espressioni particolarmente dure pronunciate da esponenti politici, che hanno definito il sistema giudiziario “paramafioso”, i magistrati un “cancro” e il loro operato un “plotone di esecuzione”.

Le iniziative annunciate

Per fronteggiare il fenomeno, Unicost annuncia iniziative concrete a tutela dei magistrati e chiede al Comitato Direttivo Centrale di portare la questione all’attenzione delle sedi istituzionali nazionali ed europee.

Tra le proposte figurano la costituzione di un gruppo di lavoro sulle tutele legali e l’istituzione di un fondo associativo destinato a sostenere le spese di eventuali azioni civili e penali promosse dai magistrati vittime di campagne diffamatorie o di attacchi personali online.

“L’indipendenza della magistratura è una garanzia per i cittadini”

“L’indipendenza della magistratura – sottolinea Unicost – non è un privilegio della categoria, ma una garanzia fondamentale per tutti i cittadini. Il merito delle decisioni giudiziarie deve essere valutato attraverso i rimedi e le impugnazioni previsti dall’ordinamento, non mediante pressioni, campagne d’odio o tentativi di delegittimazione personale”.

Secondo il gruppo associativo, criticare una decisione giudiziaria è legittimo, mentre colpire personalmente il magistrato che l’ha adottata significa mettere in discussione uno dei principi essenziali dello Stato di diritto.

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