Il Comando Provinciale dei Carabinieri di Vibo Valentia ha dato il via a una imponente e sistematica campagna di verifiche a tappeto sulle strutture ricettive e sugli stabilimenti balneari del litorale. L’operazione della task force punta alla salvaguardia dell’economia legale contro le infiltrazioni e gli interessi della criminalità organizzata di stampo ‘ndranghetista, ponendo al contempo un forte accento sulla tutela ambientale, sulla salute dei consumatori e sul rispetto dei diritti dei lavoratori. Per l’esecuzione dei controlli, i militari delle stazioni territoriali si sono avvalsi del supporto specialistico dei Nuclei Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Vibo Valentia, del Nucleo Antisofisticazione e Sanità (NAS) e dei Carabinieri Forestali, intervenuti ciascuno per i rispettivi profili di competenza.
Cibo non tracciato e irregolarità sul lavoro: i primi blitz a Pizzo e Parghelia
I primi interventi si sono concentrati nella località di Pizzo. Nel corso di un’ispezione balneare, i Carabinieri della locale Stazione hanno deferito in stato di libertà il titolare di uno stabilimento dopo aver riscontrato la presenza di cinque dipendenti privi del giudizio di idoneità alle mansioni su dodici lavoratori controllati. Nel medesimo contesto i militari hanno proceduto al sequestro di circa nove chilogrammi di prodotti ittici totalmente privi di tracciabilità, elevando sanzioni amministrative per un ammontare di circa 2.800 euro. Pochissimi giorni dopo, le Stazioni di Tropea e Joppolo hanno esteso l’azione a Parghelia, dove è stato denunciato l’amministratore unico di una struttura ricettiva. I controlli hanno fatto emergere l’omessa sorveglianza sanitaria e la mancata formazione sulla sicurezza per tre dipendenti su ventuno, oltre alle precarie condizioni igienico-sanitarie delle cucine e all’incompleta tenuta dei registri per i rifiuti speciali. L’ispezione ha inoltre svelato un lido balneare abusivo allestito sul demanio marittimo senza alcuna autorizzazione, portando a sanzioni per 6.600 euro.
Lavoro nero e tonnellate di alimenti sequestrati tra Pizzo e Briatico
Le attività ispettive sono proseguite a fine mese ancora a Pizzo, dove un secondo stabilimento è stato sanzionato per circa 10mila euro. I militari vi hanno scoperto un lavoratore in nero su quattro presenti, elemento che ha fatto scattare l’immediata sospensione dell’attività imprenditoriale. Contestualmente, le forze dell’ordine hanno sequestrato 27,5 chilogrammi di alimenti non correttamente conservati e contestato violazioni nella formazione del personale. Lo scenario si è aggravato ulteriormente a Briatico all’inizio di luglio. I Carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia hanno denunciato i titolari di una struttura ricettiva per occupazione abusiva di area demaniale e per la realizzazione di opere edilizie difformi dai titoli autorizzativi. All’interno del complesso è stato individuato un lavoratore non regolarizzato e sono stati sequestrati ben 130 chilogrammi di sostanze alimentari prive di elementi di tracciabilità e conservate in modo non idoneo, contestando sanzioni per un totale di circa 20mila euro.
Tolleranza zero sull’abusivismo demaniale a Nicotera e lungo la costa
Le ultime tappe della vasta operazione estiva hanno lambito l’area di Nicotera Marina. Qui i Carabinieri della Stazione locale hanno deferito alla Procura della Repubblica di Vibo Valentia un operatore turistico accusato del reato di occupazione abusiva di area demaniale marittima, per aver installato attrezzature e ombrelloni in totale assenza del prescritto titolo autorizzativo. L’atto finale della campagna di controlli ha interessato nuovamente il territorio comunale di Briatico, dove i Carabinieri della locale Compagnia hanno denunciato i titolari di ben cinque diverse strutture turistico-ricettive e balneari. Anche in questo caso è stata riscontrata l’occupazione illecita degli spazi demaniali marittimi per l’allestimento di lidi sprovvisti di concessione. L’operazione si è conclusa con il sequestro preventivo di venti natanti, tra cui uno dotato di motore, e di un intero corridoio di lancio delimitato dalle boe per l’accesso in acqua.










