29 Settembre 2026
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Mistero a Steccato di Cutro: nove cani trovati senza vita, scatta l’esposto in Procura

La causa dei decessi non è ancora accertata. L'associazione animalista chiede verifiche sulle carcasse e nei luoghi del ritrovamento

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Il ritrovamento di nove cani morti in due differenti zone di Steccato di Cutro, nel territorio di Cutro, fa scattare l’iniziativa dell’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente (AIDAA). L’associazione ha annunciato un esposto alla Procura della Repubblica di Crotone per chiedere che vengano accertate le cause della morte degli animali e che siano verificate eventuali responsabilità.

Tra le ipotesi prese in considerazione c’è quella di un possibile avvelenamento attraverso esche tossiche, ma al momento non risultano accertamenti conclusivi che consentano di stabilire come siano morti i cani.

Nove carcasse rinvenute in due aree diverse

La segnalazione riguarda il ritrovamento di nove carcasse canine, tutte in avanzato stato di decomposizione, individuate in due distinti punti di Steccato di Cutro, località costiera della provincia di Crotone.

La presenza contemporanea di più animali morti ha portato l’Aidaa a chiedere un approfondimento sulla vicenda. Il solo ritrovamento delle carcasse, tuttavia, non permette di determinare la causa dei decessi. Per stabilire se vi sia stata effettivamente un’esposizione a sostanze velenose saranno necessari eventuali esami veterinari e tossicologici e gli ulteriori accertamenti che potranno essere disposti dalle autorità.

L’esposto dell’Aidaa alla Procura di Crotone

L’associazione animalista intende ora portare il caso all’attenzione della Procura della Repubblica di Crotone. Nell’esposto, secondo quanto annunciato, verrà chiesto di verificare le circostanze nelle quali sono morti gli animali e di accertare l’eventuale presenza di condotte penalmente rilevanti.

Tra le fattispecie indicate dall’Aidaa figurano il possibile maltrattamento di animali con conseguente morte e l’eventuale avvelenamento mediante esche tossiche. Saranno comunque gli organi investigativi e l’autorità giudiziaria, sulla base degli elementi raccolti, a stabilire se sussistano ipotesi di reato e quali siano le cause dei decessi.

L’ipotesi dell’avvelenamento deve essere verificata

Uno degli aspetti sui quali l’esposto punta a fare chiarezza riguarda la possibile presenza di sostanze velenose nelle aree in cui sono state trovate le carcasse.

L’ipotesi di un avvelenamento, però, resta al momento da dimostrare. Per ricostruire quanto accaduto potrebbe essere necessario effettuare accertamenti sulle carcasse e verificare le condizioni dei luoghi nei quali sono state rinvenute. Solo gli eventuali risultati degli esami potranno fornire indicazioni sull’origine della morte degli animali.

Il nodo delle eventuali esche tossiche

La possibilità che sul territorio siano state lasciate esche avvelenate rappresenta uno degli elementi che l’associazione chiede di verificare. Una simile circostanza, qualora fosse accertata, richiederebbe di ricostruire anche dove siano state collocate le eventuali sostanze e chi possa averle predisposte.

Nel caso di Steccato di Cutro, l’attenzione è quindi concentrata sulla ricostruzione dei fatti e sull’individuazione di eventuali elementi comuni tra i due luoghi nei quali sono state trovate le carcasse.

Accertamenti per ricostruire cosa è successo

La vicenda resta dunque in una fase preliminare. L’esposto in Procura annunciato dall’Aidaa punta a sollecitare le verifiche necessarie per comprendere se dietro la morte dei nove cani vi sia un’unica causa e, soprattutto, se siano ravvisabili responsabilità da parte di qualcuno.

Saranno gli eventuali accertamenti investigativi e veterinari a chiarire la dinamica. Fino a quel momento, l’ipotesi dell’avvelenamento non può essere considerata un fatto accertato. L’obiettivo dell’iniziativa dell’Aidaa è fare luce sul ritrovamento e verificare ogni possibile responsabilità per la morte dei nove cani rinvenuti a Steccato di Cutro.

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