Nuovo sviluppo nella vicenda della morte di Antonio Perrotta, il 34enne originario di Fuscaldo deceduto dopo essere stato aggredito all’esterno della discoteca Il Castello di Sangineto, dove secondo quanto denunciato dal sindacato prestava servizio d’ordine. La Direzione territoriale Inail di Cosenza ha comunicato al Salp di aver aperto formalmente il caso e di aver disposto gli accertamenti ispettivi di propria competenza. La comunicazione dell’Istituto arriva in risposta all’istanza presentata dal sindacato lo scorso 17 agosto.
L’obiettivo degli accertamenti è fare chiarezza anche sull’eventuale rapporto di lavoro tra Perrotta e la struttura presso la quale avrebbe prestato servizio nella notte dell’aggressione. Per il Salp si tratta di un passaggio rilevante nell’accertamento della posizione lavorativa del giovane, soprattutto alla luce delle contestazioni relative alla possibile mancata regolarizzazione del rapporto.
Il Salp: “Una prima importante vittoria”
A commentare l’apertura dell’istruttoria è Giuseppe Brogni, segretario regionale e coordinatore nazionale del Salp, che definisce l’iniziativa dell’Inail un primo risultato ottenuto dall’organizzazione sindacale. “L’apertura del caso da parte dell’Inail è un atto di giustizia e una prima, fondamentale vittoria sindacale”, afferma Brogni.
Secondo il rappresentante del Salp, gli accertamenti dovranno verificare la reale natura dell’attività svolta da Perrotta, indipendentemente dall’eventuale assenza di una formale documentazione contrattuale. “L’assenza di un contratto formale o la mancata comunicazione del nome alla Questura non possono cancellare la realtà dei fatti: quella di Antonio Perrotta è, a tutti gli effetti, una morte sul lavoro”, sostiene Brogni.
Una posizione che dovrà essere verificata attraverso gli accertamenti degli enti competenti e nell’ambito delle procedure ancora in corso.
Il sindacato chiede l’intervento di Itl e Inps
Il Salp sposta ora l’attenzione su Ispettorato Territoriale del Lavoro e Inps di Cosenza, ai quali viene chiesto di avviare a loro volta le verifiche di competenza. Nella nota trasmessa il primo settembre, Brogni ricorda come l’Inail abbia già comunicato l’apertura del procedimento e sollecita gli altri due istituti a intervenire “con massima urgenza”.
La richiesta riguarda in particolare l’accertamento dell’eventuale rapporto di lavoro subordinato non regolarizzato, la sua eventuale qualificazione sotto il profilo giuslavoristico e il recupero della contribuzione che sarebbe stata omessa. Secondo il sindacato, le verifiche dovrebbero “procedere in maniera coordinata con l’istruttoria già avviata dall’Inail”.
Al centro della vicenda i diritti dei quattro figli
Il tema della posizione lavorativa di Perrotta assume una particolare rilevanza per il suo nucleo familiare, composto dalla compagna e da quattro figli minori.
È proprio sulla tutela previdenziale ed economica della famiglia che il SALP concentra una parte significativa della propria iniziativa. “C’è una compagna con quattro figli piccoli che ha il diritto sacrosanto di veder applicato il principio di automaticità delle prestazioni economiche e previdenziali”, sottolinea Brogni.
Il sindacato chiede quindi che eventuali irregolarità contributive non finiscano per compromettere i diritti spettanti ai superstiti. “Morire ‘in nero’ non rende questa tragedia meno ufficiale di chi cade da un ponteggio”, afferma ancora il segretario regionale e coordinatore nazionale del Salp.
La comunicazione dell’Inail: “Apertura del caso e accertamenti”
Nella risposta trasmessa al sindacato il 31 agosto, la Direzione reggente della sede Inail di Cosenza, Alessandra Baffa Trasci, conferma formalmente l’avvio della procedura. L’Istituto precisa di aver ricevuto la nota del Salp del 17 agosto relativa all’evento mortale che ha coinvolto Antonio Perrotta e comunica di aver proceduto “all’apertura del caso e disposto i relativi accertamenti ispettivi di competenza”.
Per il momento, però, l’Inail mantiene riservati gli eventuali elementi emersi durante l’istruttoria. “Allo stato, si è in attesa degli esiti degli accertamenti, a conclusione dei quali potranno essere riferite ulteriori informazioni in merito”, si legge nella comunicazione firmata dalla direttrice reggente.
Il nodo della mancata regolarizzazione
Nella propria nuova istanza, il Salp richiama anche gli elementi emersi dalle indagini sulla vicenda. Secondo quanto riferito dall’organizzazione sindacale, “Antonio Perrotta non sarebbe comparso nell’elenco ufficiale degli addetti alla sicurezza trasmesso dalla struttura alla Questura di Cosenza”. Il dato viene indicato dal sindacato come un elemento che, a suo giudizio, renderebbe “necessario verificare l’eventuale esistenza di un rapporto di lavoro irregolare“.
Sarà ora compito degli organismi ispettivi stabilire la reale situazione sotto il profilo lavoristico e contributivo, distinguendo gli elementi già accertati dalle ipotesi ancora oggetto di verifica.
Brogni: “Il Salp monitorerà ogni fase”
Il sindacato annuncia infine che continuerà a seguire l’evoluzione degli accertamenti. “Il Salp non farà un solo passo indietro e monitorerà ogni singola fase delle indagini ispettive”, afferma Brogni, indicando come obiettivo la tutela della famiglia di Perrotta e il riconoscimento della sua eventuale posizione lavorativa. Dopo l’apertura del procedimento da parte dell’Inail, l’attenzione si concentra ora sulle iniziative che saranno eventualmente assunte da Itl e Inps Cosenza. Da questi ulteriori passaggi potrebbero arrivare elementi utili per definire il quadro previdenziale e lavorativo legato alla morte del giovane.












