Alessandro Ruga lascia il carcere. Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Catanzaro ha disposto la sostituzione della custodia cautelare con l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, da rispettare una volta al giorno per tutti i giorni della settimana. Sarà l’autorità di pubblica sicurezza territorialmente competente a stabilire l’orario nel quale Ruga dovrà presentarsi quotidianamente.
La decisione è arrivata dopo l’istanza avanzata dalla difesa, rappresentata dagli avvocati Salvatore Staiano e Vincenzo Maiolo Staiano, a seguito della sentenza pronunciata il 10 luglio nel giudizio celebrato con rito abbreviato.
Cade l’accusa di associazione finalizzata al traffico di droga
Alla base della decisione vi è il significativo ridimensionamento del quadro accusatorio emerso al termine del processo di primo grado.
Ruga è stato infatti assolto dal reato associativo finalizzato al narcotraffico, l’accusa più grave tra quelle formulate nei suoi confronti e quella che aveva maggiormente inciso sull’applicazione e sul mantenimento della custodia in carcere.
Il giudice lo ha invece condannato alla pena di quattro anni e due mesi di reclusione esclusivamente per due episodi di spaccio. Secondo quanto evidenziato nell’istanza difensiva, gli episodi originariamente contestati erano complessivamente undici, mentre la condanna avrebbe riguardato soltanto due condotte, con l’assoluzione per le restanti contestazioni.
La pronuncia non è definitiva e potrà essere sottoposta al vaglio dei successivi gradi di giudizio.
“Venuta meno la presunzione di adeguatezza del carcere”
Nel provvedimento il Tribunale sottolinea come, dopo l’assoluzione dall’accusa associativa, sia venuta meno la presunzione di adeguatezza della sola misura carceraria.
Il quadro cautelare, secondo il giudice, risulta sensibilmente attenuato, anche se non del tutto superato. Per questa ragione non è stata disposta la revoca completa di ogni misura, ma la sostituzione del carcere con l’obbligo di firma quotidiano, ritenuto idoneo e proporzionato rispetto alle esigenze ancora esistenti.
La nuova misura, si legge nel provvedimento, consentirà di mantenere un controllo sull’imputato e di esercitare una funzione deterrente rispetto al rischio di reiterazione di condotte analoghe.
Venti mesi di detenzione e i fatti risalenti al 2022
La difesa aveva evidenziato anche il tempo già trascorso in carcere. Ruga era detenuto dal 7 novembre 2024 e aveva quindi già scontato cautelarmente circa venti mesi.
Gli avvocati avevano inoltre richiamato la distanza temporale dai fatti contestati, risalenti fino al febbraio del 2022, e il comportamento mantenuto durante il periodo di detenzione.
Nell’istanza si faceva riferimento a una condotta carceraria definita esemplare, all’assenza di precedenti esperienze detentive e al percorso formativo intrapreso dall’imputato, che si sarebbe iscritto a un istituto agrario per l’anno scolastico 2025-2026.
Elementi che, secondo la difesa, avrebbero dovuto essere considerati nella valutazione dell’attualità delle esigenze cautelari e della proporzionalità della permanenza in carcere.
Accolta la richiesta subordinata della difesa
I legali avevano chiesto in via principale la revoca della misura e, in subordine, la sua sostituzione con una meno afflittiva. Il giudice ha accolto questa seconda richiesta, ritenendo che l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria rappresenti, allo stato, un punto di equilibrio tra il ridimensionamento delle accuse, il tempo trascorso in detenzione e le esigenze cautelari ritenute ancora sussistenti. Da qui l’ordine di immediata scarcerazione e il passaggio dal regime carcerario all’obbligo di firma.











