Il Tribunale Collegiale di Catanzaro ha pronunciato una sentenza di assoluzione con formula ampia, “perché il fatto non sussiste”, nei confronti di P.G., 63 anni, residente nel capoluogo calabrese. L’uomo era imputato per il reato di maltrattamenti in famiglia, accusa che aveva portato alla sua detenzione cautelare per oltre cinque mesi.
Le accuse e l’indagine avviata nel 2022
L’inchiesta aveva avuto origine nel 2022, quando le due figlie dell’uomo avevano presentato denuncia sostenendo di aver subito un prolungato clima di violenza domestica. A queste dichiarazioni si era poi aggiunto anche quanto riferito dalla convivente, che aveva descritto un presunto vissuto familiare caratterizzato da maltrattamenti protratti nel tempo. La gravità delle contestazioni aveva determinato l’applicazione della custodia cautelare in carcere, successivamente revocata dal Tribunale a seguito di istanza presentata dal legale.
La linea difensiva dell’avvocato Ansani
Durante il processo, l’avvocato Francesco Ansani ha sostenuto l’assoluta infondatezza dell’impianto accusatorio. In sede di discussione, il difensore ha evidenziato come “l’editto imputativo non abbia trovato conferma nelle risultanze dibattimentali”, sottolineando la mancanza di elementi oggettivi idonei a sostenere la responsabilità dell’imputato. Una ricostruzione accolta dal Collegio, che ha quindi disposto l’assoluzione piena dell’uom
La decisione del Collegio
Con il verdetto odierno, il Tribunale ha stabilito che i fatti contestati non sono stati provati e che le accuse mosse nei confronti dell’imputato non hanno trovato riscontro nel corso del giudizio. La sentenza chiude un procedimento durato oltre tre anni, ribaltando completamente il quadro iniziale.









