La decisione è stata presa dal gip Elisa Marchetto, che ha accolto la richiesta della difesa limitatamente all’esclusione della premeditazione. Pur confermando la gravità dei fatti e la necessità della detenzione in carcere, il giudice ha ritenuto che il breve intervallo di tempo trascorso tra la lite e l’omicidio non consenta di configurare la circostanza aggravante.
Secondo quanto sostenuto dall’avvocato dell’indagato, il fatto di procurarsi un’arma rappresenterebbe una semplice preordinazione e non una vera premeditazione, che richiede invece una riflessione più lunga e una precisa pianificazione del delitto. Tra il diverbio e l’agguato, infatti, sarebbe trascorsa poco più di un’ora.
L’indagato resta in silenzio davanti al giudice
Durante l’udienza di convalida, il 28enne ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere, senza fornire alcuna spiegazione sui motivi del gesto.
Le indagini hanno ricostruito che il movente sarebbe nato durante i festeggiamenti di un compleanno, quando tra i presenti sarebbe scoppiata una lite poi degenerata nella tragedia.
Il delitto all’alba e la pistola ancora introvabile
L’omicidio è avvenuto intorno alle 5 del mattino in via Spagnolo, a Cutro, davanti all’abitazione nella quale la vittima, un 21enne di nazionalità bulgara, era ospitata da pochi giorni.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, il giovane è stato raggiunto da due colpi di pistola al petto subito dopo aver aperto la porta di casa.
Nel frattempo le forze dell’ordine proseguono le ricerche dell’arma utilizzata per il delitto, che non è stata ancora ritrovata e potrebbe rappresentare un elemento decisivo per completare il quadro investigativo.












