7 Ottobre 2026
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Inchiesta sul porto di Catanzaro, prosciolti l’architetto Andrea Adelchi Ottaviano e altri sei imputati (NOMI)

Il gup del Tribunale di Catanzaro accoglie in pieno le tesi difensive. Svaniscono le accuse di falso e abuso d'ufficio

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Si chiude definitivamente in sede di udienza preliminare la vicenda giudiziaria che aveva coinvolto l’architetto Andrea Adelchi Ottaviano, ex dirigente del settore Patrimonio del Comune di Catanzaro e altri sei imputati. Si tratta di Matteo Andreacchio di Catanzaro; Maurizio Benvenuto,di Sellia Marina; Vincenzo Carioti,di Catanzaro; Giuseppe De Angelis,di Piano di Sorrento (Na); Pierpaolo Pullano, di Catanzaro; Raoul Mellea, di Catanzaro. Tutti coinvolti nell’inchiesta della Procura che ruotava intorno ad una serie di falsi sul verbale di visita e collaudo relativi ai pontili del Porto nel quartiere Lido di Catanzaro. L’architetto ha visto cadere ogni contestazione mossa dalla Procura, che aveva invece avanzato richiesta di rinvio a giudizio ipotizzando una ragionevole previsione di condanna. Le contestazioni, incentrate sul periodo compreso tra il 2016 e il 2020, riguardavano in particolare i procedimenti amministrativi per il rilascio della concessione originaria e della successiva proroga alla società Navylos.

Secondo l’iniziale impianto accusatorio, Ottaviano avrebbe favorito la società attraverso condotte riconducibili ai reati di falso e abuso d’ufficio, circostanza che all’epoca dei fatti lo aveva spinto a rassegnare responsabilmente le dimissioni dall’incarico a seguito di una misura cautelare interdittiva. Nel corso dell’udienza decisiva, l’architetto è stato l’unico tra gli imputati a sottoporsi a interrogatorio, offrendo al gup una ricostruzione puntuale e cronologica dell’intero iter amministrativo. Il giudice ha quindi esaminato la copiosa documentazione prodotta e la memoria depositata dai difensori, gli avvocati Francesco Iacopino e Crescenzio Santuori, accogliendo integralmente le tesi difensive e decretando il proscioglimento perché non sussistono elementi idonei a sostenere l’accusa.

I falsi dichiarati nei verbali di collaudo

Secondo le ipotesi accusatorie De Angelis, collaudatore del Comune di Catanzaro, settore Patrimonio, provveditorato partecipate, in concorso con Mellea, legale rappresentante  ed amministratore unico della Navylos srl ed Andracchio, direttore dei lavori, avrebbe certificato il collaudo tecnico amministrativo dei pontili su due lotti numeri 1 e 2 dello specchio d’acqua del porto di Catanzaro Lido, attraverso la concessione marittima demaniale  numero 116 dell’11 agosto 2016 e successiva concessione suppletiva rilasciata dal Comune di Catanzaro alla Navylos srl,  attestando che “ i lavori sono stati eseguiti secondo gli atti, le prescrizioni progettuali e le condizioni contrattuali a regola d’arte, impiegando materiali che rispondono alle prescrizioni e alle indicazioni della direzione dei lavori”. In sostanza avrebbe dichiarato il falso nel verbale di visita e collaudo, (sottoscritto anche da Andreacchio e Mellea), mettendo nero su bianco di aver esaminato la documentazione pervenuta dalla ditta installatrice, corredata di schede tecniche  e certificati collaudi da parte delle case produttrici, laddove in realtà l’unica documentazione esibita dalla Navylos srl e visionata dal collaudatore sarebbe stata quella efferente i soli pontili forniti dalla ditta individuale “Adragna Pontili Trinachia”. Benvenuto, Mellea e Pullano, avrebbero certificato, inoltre, il collaudo del pontile  numero 4  di cui al lotto 1 dello specchio d’acqua del porto di lido  con concessione rilasciata dal Comune di Catanzaro  alla Navylos sempre attestando che “ i lavori  sarebbero stati eseguiti  a regola d’arte” , dichiarando il falso nel verbale di visita e collaudo, laddove in realtà gli atti esibiti  dalla Navylos e visionata dal collaudatore avrebbe riguardato i soli moduli per i pontili forniti dalla ditta Trinacria, precisamente 2 su 40 installati.

La soddisfazione della difesa e la correttezza dell’azione amministrativa

L’istruttoria condotta dai legali di Ottaviano: “ha dimostrato come l’azione del dirigente sia stata sempre lineare e trasparente. La difesa ha evidenziato come i passaggi amministrativi siano stati affrontati attraverso verifiche approfondite e il coinvolgimento di tutti gli enti interessati, escludendo categoricamente l’esistenza di falsi o di condotte finalizzate ad agevolare indebitamente la Navylos. Al contrario, l’operato dell’architetto è risultato costantemente orientato al perseguimento del preminente interesse pubblico”. All’esito dell’udienza, gli avvocati Francesco e Crescenzio Santuori hanno espresso grande soddisfazione per l’epilogo processuale: “Sin dall’inizio abbiamo sostenuto la piena correttezza dell’operato dell’architetto Ottaviano, in una vicenda complessa sul piano amministrativo ma da egli gestita con trasparenza e nel perseguimento esclusivo dell’interesse pubblico. In sede di interrogatorio il nostro assistito ha ricostruito puntualmente i due procedimenti, relativi uno alla concessione originaria e l’altro alla successiva proroga. La documentazione depositata dalla difesa ha dimostrato che l’istruttoria è stata approfondita e che in nessuna fase sono emersi falsi o condotte volte ad agevolare la Navylos. Il proscioglimento odierno dà pienamente conto dell’insussistenza degli elementi necessari a sostenere l’accusa e conferma quanto abbiamo sempre sostenuto: l’operato dell’architetto Ottaviano è stato corretto, trasparente e orientato all’interesse pubblico. Si chiude così, con un esito pienamente liberatorio, una vicenda che ha profondamente segnato la sua vita personale e professionale”. Così come piena la soddisfazione degli altri legali difensori Enzo De Caro, Arcangelo De Caro, Davide De Caro, Giuseppe Mussari, Natale Ferraiuolo, Claudio Botti, Vitaliano Leone.

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