Si chiude con una pronuncia definitiva favorevole all’Associazione per la Ricerca Neurogenetica la lunga battaglia giudiziaria contro l’Agenzia delle Entrate sulla cancellazione dal Registro delle ONLUS.
Con l’ordinanza pubblicata il 14 luglio 2026, la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dall’Amministrazione finanziaria, confermando le decisioni già favorevoli all’associazione nei precedenti gradi di giudizio e mettendo la parola fine al contenzioso.
L’Associazione è stata assistita nel percorso giudiziario dal professor avvocato Michele Mauro, dall’avvocato Emanuele Campana e dall’avvocato Massimiliano Carnovale.
Il nodo della controversia: la cancellazione dal Registro Onlus
La vicenda era nata dal provvedimento con cui l’Agenzia delle Entrate aveva disposto la cancellazione dell’Associazione dal Registro delle ONLUS, sostenendo il venir meno dei requisiti richiesti dalla normativa e facendo così decadere l’ente dalle agevolazioni fiscali previste.
Nei due precedenti gradi di giudizio, però, i giudici tributari avevano accolto il ricorso dell’Associazione, rilevando una carenza nel procedimento seguito dall’Amministrazione.
In particolare, era emerso che l’Agenzia delle Entrate non aveva dimostrato di aver richiesto preventivamente il parere del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, passaggio previsto dalla legge prima di procedere alla cancellazione.
La Cassazione: “Il parere ministeriale è un passaggio obbligatorio”
La Suprema Corte ha confermato questa impostazione, ribadendo un principio di rilievo: il parere del Ministero, pur non essendo vincolante nel contenuto, rappresenta un adempimento obbligatorio del procedimento amministrativo.
La sua preventiva richiesta, secondo i giudici, deve essere dimostrata dall’Amministrazione finanziaria. In assenza di tale prova, il provvedimento di cancellazione risulta illegittimo.
Una decisione che rafforza il principio secondo cui gli enti destinatari di provvedimenti che incidono sul loro status e sulle agevolazioni fiscali devono essere tutelati dal pieno rispetto delle garanzie procedimentali.
Un riconoscimento per una realtà scientifica calabrese
La pronuncia assume un valore particolare anche per il ruolo dell’Associazione per la Ricerca Neurogenetica, da anni punto di riferimento nel panorama sanitario e scientifico calabrese.
L’ente opera nella ricerca sulle malattie neurogenetiche, nell’assistenza ai pazienti e alle loro famiglie e nella promozione di progetti scientifici che hanno contribuito a valorizzare la Calabria anche oltre i confini regionali.
Con la decisione della Cassazione viene quindi confermata la legittimità dell’operato dell’Associazione e si chiude una vicenda giudiziaria durata diversi anni.
La sentenza rappresenta inoltre un precedente significativo per il mondo del Terzo Settore, riaffermando che le amministrazioni devono rispettare rigorosamente gli obblighi procedurali prima di adottare provvedimenti che incidono sui diritti e sulle agevolazioni degli enti riconosciuti dalla legge.











