4 Ottobre 2026
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San Giovanni in Fiore, Dda in Municipio: sei anni di atti amministrativi finiscono sotto la lente degli investigatori

Attività ispettiva della Questura di Crotone negli uffici comunali su disposizione della Procura antimafia di Catanzaro. Al vaglio appalti, spese, concorsi e le graduatorie dei precari

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L’attività amministrativa del Comune di San Giovanni in Fiore entra nel mirino delle forze dell’ordine per un’indagine ad ampio raggio coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. Secondo quanto emerso nelle ultime ore, uomini della Polizia di Stato provenienti dalla Questura di Crotone si sono recati presso la sede municipale per avviare una complessa serie di accertamenti destinati a ricostruire la gestione degli ultimi sei anni dell’ente locale. Il lavoro degli inquirenti punta a fare luce su un arco temporale che include sia la precedente consiliatura guidata dal sindaco Giuseppe Ambrogio, sia l’attuale amministrazione presieduta dal primo cittadino Rosaria Succurro.

L’ispezione tocca molteplici settori chiave della vita amministrativa e contabile del Municipio. Gli investigatori stanno infatti analizzando la documentazione relativa alle opere e ai lavori pubblici, le procedure di spesa, le certificazioni di regolare esecuzione degli interventi, i bandi di gara d’appalto e i concorsi indetti dall’ente. Un capitolo specifico delle verifiche riguarda inoltre i controlli sulle graduatorie dei lavoratori precari ex “Giubbe Rosse”, inseriti nel percorso di stabilizzazione della legge regionale 15/2008 e successivamente transitati, nel dicembre 2023, nei ruoli dell’Azienda Calabria Verde.

L’ipotesi sul voto di scambio e l’acquisizione degli atti in corso

Tra i filoni d’indagine citati dalle ricostruzioni giornalistiche figura anche l’ipotesi di voto di scambio, sebbene allo stato attuale non siano stati definiti ruoli specifici o iscrizioni nel registro degli indagati. Non risultano infatti emessi provvedimenti giudiziari individuali, rendendo del tutto prematura ogni attribuzione di responsabilità personale o politica a carico di amministratori o dipendenti pubblici. La portata delle verifiche risponde per il momento all’esigenza della Magistratura inquirente di esaminare in modo rigoroso la regolarità delle procedure adottate.

A riprova dell’imminente fase di acquisizione documentale, la segretaria generale del Comune ha già disposto una direttiva rivolta a tutti i responsabili di settore, chiedendo la stesura di relazioni dettagliate e la trasmissione degli incartamenti concernenti mandati di pagamento, progetti, reversali e Determine di spesa. Tutta la documentazione richiesta verrà messa a disposizione degli agenti della Polizia nei prossimi giorni per consentire il completamento dei rilievi.

Il contesto dei ricorsi e le prospettive dell’inchiesta antimafia

L’intervento della Dda di Catanzaro si colloca in un clima istituzionale reso teso da una serie di esposti, ricorsi e denunce presentati nel corso degli ultimi anni alle autorità giudiziarie competenti e alla Prefettura di Cosenza. L’accumularsi di tali segnalazioni ha contribuito ad accendere i riflettori sulla conduzione delle pratiche pubbliche e sul rispetto della legalità nella gestione delle risorse municipali.

Soltanto i futuri atti ufficiali e il prosieguo delle indagini condotte dalla Polizia di Stato permetteranno di definire con esattezza i contorni del fascicolo aperto dalla Magistratura e stabilire se dagli accertamenti in corso emergeranno fattispecie di rilevanza penale. Gli organi dell’amministrazione e la cittadinanza restano in attesa dei definitivi riscontri investigativi.

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