L’attacco a Damiano Pepe arriva in una Sibaritide che negli ultimi mesi ha già contato un omicidio e che un anno fa aveva registrato un altro tentativo di uccidere. Episodi diversi, con bersagli e circostanze proprie. È questa successione a rendere urgente una domanda: si stanno rompendo gli equilibri tra i gruppi criminali?
La morte di Silvana Sibarelli, colpita nell’auto sulla quale viaggiava con Pepe, riporta l’attenzione sui rapporti tra le cosche dell’area di Cassano e Corigliano-Rossano. Una nuova faida è uno scenario da verificare
Forastefano, Scorza, Pepe: che cosa unisce gli attacchi?
Nell’ottobre 2025, nelle campagne di Doria, Domenico Forastefano era riuscito a salvarsi da un agguato fuggendo sul proprio suv. È il padre di Pasquale Forastefano, detenuto e indicato dagli investigatori come esponente di vertice dell’omonima famiglia. Alla fine dell’agosto successivo è stato ucciso Giuseppe Scorza. Suo padre Maurizio era morto nell’aprile 2022 insieme alla compagna Hanene Hendli, in un duplice omicidio nelle campagne tra Cassano e Castrovillari.
Adesso l’attacco di Lattughelle. Accostare questi fatti aiuta a leggere il contesto nel quale si muovono gli investigatori. Non basta, però, a stabilire che abbiano gli stessi autori o facciano parte di un unico progetto criminale. È proprio questo il passaggio che l’indagine dovrà chiarire.
Le vecchie contrapposizioni e gli accordi tra i gruppi
Le ricostruzioni investigative degli ultimi anni hanno descritto rapporti di collaborazione tra i gruppi degli Abbruzzese-Pepe, indicati nelle cronache giudiziarie anche come gruppo degli “Zingari”, e dei Forastefano, dopo una stagione di scontri.
Accordi costruiti attorno agli interessi economici possono consentire a organizzazioni prima rivali di condividere affari o delimitare le rispettive aree d’influenza. Il problema, oggi, è capire quali rapporti siano ancora operativi e quali contrapposizioni possano essersi riaperte.
Pepe, conosciuto come “Tripolino”, ha alle spalle una lunga storia giudiziaria. La sua posizione e le relazioni mantenute dopo il ritorno in libertà sono elementi rilevanti per comprendere l’attacco.
La Statale 106 e gli interessi da proteggere dalle cosche
Il futuro economico di questo territorio passa anche dalla nuova Statale 106. Anas ha annunciato il 30 gennaio 2026 l’aggiudicazione di due lotti tra Coserie e Sibari, per un tracciato di circa 32 chilometri e un investimento complessivo di circa 1,2 miliardi di euro.
Sono dimensioni che rendono decisiva la protezione dei lavori dai tentativi d’infiltrazione. Subappalti, forniture, trasporti e movimento terra sono attività sulle quali deve concentrarsi il controllo della filiera.
Questo è un tema di prevenzione e di analisi degli interessi economici dell’area. Un rapporto tra i nuovi appalti e gli ultimi agguati non è dimostrato dagli elementi disponibili.
La risposta della città e le domande ancora aperte
Il sindaco Gianpaolo Iacobini ha annunciato la richiesta di convocazione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Con il vescovo Francesco Savino ha inoltre promosso un’assemblea pubblica per lunedì 26 ottobre, alle 16, al Teatro comunale di Cassano.
Accanto all’esigenza di una risposta immediata resta il lavoro più difficile: individuare chi ha sparato, chi può aver ordinato l’attacco e per quale ragione. Le risposte diranno se Lattughelle è legata agli altri fatti di sangue e se nella Sibaritide si è aperto un nuovo conflitto tra clan. Per ora ci sono una donna uccisa, un uomo ferito e una comunità che chiede sicurezza.














