Le caratteristiche dei macchinari, le griglie per assegnare i punteggi, perfino gli importi da mettere a base d’asta: secondo la Procura, in diverse gare della sanità calabrese sarebbero stati concordati con chi aveva interesse a ottenere le forniture. Nelle selezioni universitarie, invece, le irregolarità contestate arrivano fino a un colloquio verbalizzato come esame tecnico, durante il quale il candidato avrebbe risposto scherzosamente a domande sulla pesca. Sono alcuni degli episodi dell’inchiesta “Sartoria”, per la quale l’accusa ha chiesto il rinvio a giudizio di 35 persone e due società
La giudice Fabiana Giacchetti ha fissato l’udienza preliminare per il 21 dicembre 2026, alle 9.30, al Tribunale di Catanzaro. Il decreto è del 30 settembre ed è stato depositato il primo ottobre. La richiesta della Procura porta la firma dell’aggiunto Giancarlo Novelli. Sarà il gup a valutare se disporre il processo: le condotte descritte negli atti sono contestazioni dell’accusa, da verificare nel contraddittorio con le difese.
Il ciclotrone e la variante da 690mila euro
Uno dei capitoli riguarda la fornitura all’Università Magna Graecia di un ciclotrone, destinato alla produzione di radioisotopi per radiofarmaci e attività di ricerca. La gara venne aggiudicata il 29 gennaio 2021 al raggruppamento Medicalray-Teknos, che aveva presentato un’offerta da 2.669.851,21 euro.
Secondo la ricostruzione accusatoria, il capitolato sarebbe stato concordato attraverso messaggi, incontri, telefonate e scambi di documenti. Nel capo d’imputazione figurano il responsabile del procedimento Rosario Punturiero, il progettista Mariano Scalfari, il consulente in radioprotezione Fiorello Martire e l’agente commerciale Pasquale Granata.
L’atto richiama anche Giuseppe Lucio Cascini, all’epoca direttore della Medicina nucleare del Mater Domini e presidente della commissione, e Pasquale Bove, rappresentante delle imprese. Per entrambi, come per Ciro Oliviero, citato in altri filoni, la Procura precisa che si è proceduto separatamente: non rientrano dunque nell’elenco dei 35 destinatari di questo decreto.
L’accusa descrive un’offerta iniziale al ribasso e una successiva variante concordata da 690mila euro, Iva esclusa, per ulteriori attrezzature e adeguamenti. L’obiettivo contestato era attingere agli 850mila euro accantonati tra le somme a disposizione dell’amministrazione.
Tra le presunte contropartite indicate nei capi di corruzione compaiono una sponsorizzazione da 3.050 euro allo sci club frequentato dai figli di Cascini, doni natalizi e l’assunzione da parte di Medicalray di Nadia Corasaniti. Formalmente addetta alla riparazione di apparecchi elettronici, secondo la Procura avrebbe lavorato come segretaria personale del medico, ricevendo dalla società 52.545,17 euro tra il 2016 e il 2021. A Corasaniti viene contestata una falsa dichiarazione all’ateneo sui rapporti retribuiti con soggetti privati.
Il verbale modificato per evitare l’esclusione
Il rapporto tra Cascini e Martire torna nella gara per il servizio di radioprotezione dell’università, aggiudicata alla Fiorad. L’impresa, secondo l’accusa, avrebbe dovuto essere esclusa per la mancata indicazione dei costi aziendali della sicurezza.
La Procura sostiene che il verbale del 27 gennaio 2021 sia stato modificato dopo incontri tra Cascini e Martire: la decisione di escludere la società sarebbe stata sostituita con una formula che rinviava a una verifica dell’ufficio legale e consentiva di fatto di mantenerla nella procedura. Per questo filone rispondono, con contestazioni distinte, anche i commissari Claudia Pileggi e Renato Ledonne. Nell’ipotesi accusatoria, il favore alla Fiorad avrebbe avuto come contropartita modifiche al progetto del ciclotrone.
Il soggiorno a Vienna e le informazioni riservate
Un’altra gara riguarda il sistema informatico radiologico regionale RIS/PACS, destinato alle aziende sanitarie e ospedaliere calabresi. Nel mirino sono finiti i rapporti tra Adolfo Siciliani, all’epoca direttore della Radiologia dell’Asp di Crotone e componente del tavolo tecnico, Paolo Capobianco, indicato negli atti come dipendente di Philips, e Bove.
L’accusa sostiene che fossero state comunicate informazioni riservate e concordati contenuti del capitolato per favorire il raggruppamento interessato alla fornitura. Tra gli elementi citati figurano file sequestrati con gli stessi metadati, che per gli investigatori ne attesterebbero l’origine comune.
Il capo di corruzione indica come presunta utilità per Siciliani e la sua famiglia un soggiorno gratuito, viaggio compreso, al Marriott Hotel di Vienna, nel febbraio 2019.
Il laboratorio da 15 milioni e i compensi per i congressi
Al Pugliese Ciaccio l’inchiesta investe una procedura da 15 milioni e 350mila euro, Iva esclusa, suddivisa in 14 lotti per la fornitura quinquennale di sistemi di diagnostica al laboratorio analisi. Griglie e capitolati, secondo la Procura, sarebbero stati predisposti o concordati con esponenti commerciali per favorire Siemens Healthcare e Roche Diagnostics.
Le contestazioni coinvolgono, nei rispettivi ruoli, Pietro Gangemi, Nicola Antonio Arena, Umberto Tancrè, Ida Ricci e Giuseppe Guastella, oltre a Oliviero, la cui posizione è separata. Gli atti precisano che la delibera della gara fu revocata il 13 maggio 2021, con l’avvio di una nuova procedura basata su documentazione tecnica revisionata.
Un filone distinto riguarda la gara regionale per i sistemi analitici dei laboratori. La Procura contesta scambi di bozze, indicazioni tecniche e notizie riservate che avrebbero favorito Siemens. Tra le persone coinvolte figurano Vittoria Celi, Pasquale Minchella, Paolo Urzino (difeso dagli avvocati Ottavio Porto e Giuseppe Tuccio), Tancrè, Francesco Antonio Putortì e Giovanna Postorino.
Nella stessa procedura sono contestati anche i rapporti tra Rita Carlotta Santoro, componente del tavolo tecnico, e l’agente Carmine Talarico. Per l’accusa, la dottoressa avrebbe ricevuto documentazione finalizzata a favorire le imprese rappresentate da Talarico. Il capo di corruzione richiama inoltre incarichi congressuali da relatrice o docente: 7.450 euro lordi per nove ore complessive, distribuite in quattro appuntamenti nel 2021, che la Procura riconduce al presunto accordo.
Pet e Tac, le specifiche preparate dai fornitori
Le contestazioni si estendono al noleggio delle Pet-Tc per i due ospedali catanzaresi: un lotto da 3.367.920 euro per il Pugliese Ciaccio e uno da 4,9 milioni per il Mater Domini.
Secondo la Procura, documenti tecnici, griglie e importi sarebbero stati predisposti per favorire Siemens. Il capo d’imputazione coinvolge Vincenzo Militano, Raffaele Rufolo, Daniela Giuseppina Maria Grazia Madesani, Roberta Facca e Cristina Rebaudengo, oltre alle posizioni separate di Cascini e Oliviero.
Per l’acquisto di una Tac a 128 strati al Mater Domini, invece, gli atti descrivono una presunta concertazione tra Cascini, il direttore della Radiologia Domenico Laganà e il rappresentante commerciale Giuseppe Marrara, finalizzata a favorire Ge Medical Systems Italia. Sarebbero stati concordati una base d’asta da 1,75 milioni e i documenti tecnici. Quelli rinvenuti sul computer di Cascini, in una cartella denominata “ciao”, secondo l’accusa coincidevano con i file nella chiavetta di Marrara, comprese evidenziazioni e parti barrate.
Il concorso e le domande sulla pesca
Nel capitolo dedicato alle selezioni universitarie, la Procura descrive domande anticipate a una candidata, punteggi che avrebbero favorito l’assegnazione di un incarico e verbali che attestavano riunioni telematiche o presenze ritenute non corrispondenti al vero.
Un episodio riguarda una selezione del progetto Molim Oncobrain Lab, con commissione presieduta da Cascini e composta anche da Gennarina Arabia e Maurizio Morelli. Il verbale del 17 dicembre 2020 riportava quesiti su risonanza magnetica, idrocefalo, informatica e inglese, con 42 punti su 50 per la parte tecnica. Secondo l’imputazione, il candidato non avrebbe ricevuto alcune delle domande indicate e avrebbe invece risposto scherzosamente soltanto a quesiti sulla tecnica di pesca. Arabia, inoltre, si sarebbe collegata quando il candidato si era già allontanato.
Altre contestazioni di falso riguardano Francesco Cicone e Antonio Procopio, per verbali che, secondo l’accusa, avrebbero attestato riunioni su Google Meet e la partecipazione di tutti i commissari, mentre si sarebbero incontrati in presenza soltanto Cascini e Cicone.
L’accusa di concussione per gli incontri sessuali
A Nicola Antonio Arena viene contestato anche il reato di concussione, in relazione a una selezione per tecnici di laboratorio biomedico del Pugliese Ciaccio.
Secondo la Procura, nell’agosto 2020 Arena avrebbe prospettato a una candidata la possibilità di favorirla, abusando prima della qualità di commissario e poi della posizione di ex componente e collega di un membro della commissione. In questo modo, sostiene l’accusa, l’avrebbe costretta a promettere incontri finalizzati a rapporti sessuali.
I dati dei tamponi e gli incentivi contestati
Un ulteriore capo riguarda Pasquale Minchella e Maria Vinci, accusati di accesso abusivo al sistema informatico ospedaliero per fornire a Oliviero informazioni riservate sugli esiti dei tamponi Covid di alcuni pazienti.
A Anna Curcio e Pasquale Santaguida, funzionari del Pugliese Ciaccio, vengono invece contestati truffa e falsi nella liquidazione di incentivi: 11.259,07 euro per Curcio e 11.394,77 euro per Santaguida. Secondo l’accusa, le somme sarebbero state riconosciute sulla base di relazioni non veritiere, con percentuali superiori a quelle consentite e non giustificate dall’attività svolta. Alcuni atti avrebbero certificato la conclusione delle forniture quando non risultava ancora stipulato neppure il contratto.
I 35 nomi e le due società
Il decreto riguarda Gennarina Arabia, Nicola Antonio Arena, Paolo Capobianco, Vittoria Celi, Francesco Cicone, Nadia Corasaniti, Anna Curcio, Roberta Facca, Pietro Gangemi, Pasquale Granata, Giuseppe Guastella, Domenico Laganà, Renato Ledonne, Daniela Giuseppina Maria Grazia Madesani, Giuseppe Marrara, Fiorello Martire, Vincenzo Militano, Pasquale Minchella, Maurizio Morelli, Claudia Pileggi, Giovanna Postorino, Antonio Procopio, Rosario Punturiero, Francesco Antonio Putortì, Cristina Rebaudengo, Ida Ricci, Raffaele Rufolo, Pasquale Santaguida, Rita Carlotta Santoro, Mariano Scalfari, Adolfo Siciliani, Carmine Talarico, Umberto Tancrè, Paolo Urzino e Maria Vinci. Le accuse sono diverse per ciascuna posizione. Per Fiorad e Medicalray sono contestati illeciti amministrativi dipendenti da reato, secondo la disciplina sulla responsabilità degli enti.
La richiesta della Procura richiama l’informativa della Guardia di finanza di Catanzaro del 3 aprile 2023, intercettazioni telefoniche e ambientali, documenti sequestrati, interrogatori e dichiarazioni di persone informate sui fatti. Sono indicate come persone offese lo Stato, il Mater Domini, il Pugliese Ciaccio e l’Università Magna Graecia. Il primo confronto davanti al gup, per queste posizioni, è fissato a dicembre. Per tutti resta ferma la presunzione di innocenza.
Il collegio difensivo
Nel collegio difensivo sono impegnati gli avvocati Angela La Gamma, Francesco Gambardella, Vincenzo Ioppoli, Concetta Stanizzi, Pantaleone Pallonw, Antonella Canino, Francesco Anzani, Domenico Albanese, Gregorio Viscomi, Giovanni Vecchio, Antonio Quintieri, Demetrio Verbaro, Francesco Iacopino, Nicola Cantafora, Ermenegildo Massimo Scuteri.













