Nessuno dei componenti dei due equipaggi coinvolti nella collisione mortale avvenuta nelle acque del porto di Vibo Marina è risultato positivo agli accertamenti eseguiti subito dopo la tragedia. Alcoltest e narcotest hanno dato esito negativo per tutti. Un primo elemento oggettivo acquisito dalla Procura, che consente di escludere – almeno per le persone sottoposte agli esami nell’immediatezza – l’alterazione provocata dall’assunzione di alcol o sostanze stupefacenti.
Non è ancora disponibile, invece, l’esito degli accertamenti tossicologici eseguiti sulla vittima, Domenico Campana, il 26enne di Mirto Crosia arrivato senza vita all’ospedale Jazzolino dopo il violento impatto tra il gommone e il barchino. Si tratta di analisi post mortem che richiedono procedure e tempi tecnici più lunghi. L’inchiesta entra adesso in una fase più tecnica. Nelle prossime ore i due natanti saranno tirati fuori dall’acqua e messi a secco, un passaggio necessario sia per garantirne la custodia giudiziaria sia per consentire gli accertamenti strutturali destinati a ricostruire la dinamica del sinistro.
I natanti messi a secco: sotto esame scafi e punti d’impatto
Una volta sistemate a terra, le due imbarcazioni potranno essere esaminate in ogni dettaglio. Gli investigatori e i consulenti dovranno analizzare deformazioni, danneggiamenti, punti di contatto e tracce lasciate dalla collisione, confrontandoli con le immagini e le testimonianze raccolte. L’obiettivo è stabilire con la maggiore precisione possibile come si siano incrociate le traiettorie dei due mezzi, quale fosse la posizione di ciascun natante al momento dell’urto e a quale velocità stessero procedendo.
Al centro delle verifiche ci sono soprattutto le modalità di ingresso e uscita dal porto di Vibo Marina, oltre al rispetto delle regole di navigazione e dei limiti previsti all’interno dell’area portuale. Saranno gli accertamenti tecnici, e non le ricostruzioni circolate nelle ore successive alla tragedia, a dover fornire risposte definitive.
A settembre l’accertamento sulla cinematica dell’impatto
Entro la metà di settembre dovrebbe essere disposta una nuova attività investigativa dedicata alla cinematica della collisione. L’accertamento potrebbe essere dichiarato irripetibile, consentendo così a tutte le parti coinvolte di nominare propri consulenti e partecipare alle operazioni. Gli esperti potrebbero avere a disposizione un periodo compreso tra 60 e 90 giorni per elaborare le rispettive ricostruzioni. La Capitaneria di porto, invece, dovrebbe poter contare su un termine tra i 90 e i 120 giorni per completare le proprie analisi. Il lavoro dovrà mettere insieme ogni elemento: condizioni del mare, visibilità, posizione delle imbarcazioni, direzione di marcia, velocità, eventuali manovre tentate prima dell’urto e tempi di reazione dei conducenti.
La priorità alle esequie di Domenico Campana
In questa fase si registra una temporanea sospensione delle attività tecniche più complesse, ma gli adempimenti urgenti sono stati già eseguiti. La Procura ha dato priorità alla necessità di non rallentare la restituzione della salma alla famiglia, permettendo la celebrazione dei funerali del ventiseienne. Concluso questo passaggio doloroso, l’inchiesta potrà ora concentrarsi sugli accertamenti necessari a stabilire eventuali responsabilità. Le indagini dovranno ricostruire non soltanto l’istante dell’impatto, ma l’intera sequenza che ha portato le due imbarcazioni a trovarsi sulla stessa traiettoria.
La posizione dei proprietari delle imbarcazioni
Al momento i proprietari dei due natanti, quali potenziali responsabili civili, non risultano essere parti del procedimento. La loro posizione potrebbe cambiare soltanto nel caso in cui venissero formalmente citati in giudizio da una delle parti interessate. Anche questo aspetto potrà evolvere nelle prossime settimane, parallelamente agli accertamenti tecnici e alle decisioni della Procura. Per ora il punto fermo resta uno: tutti gli esami eseguiti per verificare l’assunzione di alcol o droghe tra i componenti dei due equipaggi hanno dato esito negativo. Per comprendere cosa sia realmente accaduto al largo del molo verde saranno decisivi i natanti, le immagini acquisite e la ricostruzione scientifica della collisione.











