22 Settembre 2026
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Scolacium, processo alla cosca Bruno- Catarisano: condanne per oltre un secolo di reclusione. Assolti in 4 (NOMI)

Si chiude il primo capitolo giudiziario nei confronti di ventidue imputati giudicati con rito abbreviato. Regge l'inchiesta della Dda. Diciotto condanne

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Con quattro assoluzioni e diciotto condanne si chiude il primo capitolo giudiziario nei confronti di ventidue imputati, giudicati con rito abbreviato, coinvolti nell’inchiesta Scolacium, che ha inferto un duro colpo a presunti appartenenti della duplice cosca Catarisano operativa tra i comuni di Roccelletta di Borgia, Borgia, Cortale e Girifalco e Bruno, attiva nei territori di Vallefiorita, Amaroni, e Squillace. Regge l’inchiesta della Dda che nel corso della requisitoria aveva ricostruito l’associazione a delinquere di tipo mafioso, parlando delle diverse posizioni e dei vari reati contestati a vario titolo agli imputati, dal danneggiamento in seguito a incendio, alla tentata estorsione, alla estorsione, ai reati in materia di armi, alla detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio, alle lesioni personali, alla violenza privata, alla ricettazione e al furto. Il giudice ha sentenziato condanne per oltre un secolo di carcere, la pena più alta a 20 anni di reclusione è stata inflitta a Gennaro Felicetta.

Le condanne e le richieste di pena

Il gup Arianna Roccia ha condannato Bruno Abbruzzo, a 7 anni e 4 mesi (la Dda aveva invocato 9 anni e 6 mesi); Pietro Abbruzzo, a 11 anni, 11 mesi di reclusione (la Dda aveva chiesto 13 anni); Luciano Babbino, a 6 anni e 4.445 di multa (la Dda aveva chiesto 6 anni e 8 mesi); Stefano Bevilacqua, a 3 anni, 4 mesi di reclusione e 660 euro di multa (la Dda aveva invocato 5 anni e 4 mesi); Francesco Bruno, a 11 anni e 4 mesi di reclusione (la Dda aveva invocato 11 anni e 3 mesi); Matteo Catroppa, a 1 anno, 4 mesi, 20 giorni di reclusione e 344 euro di multa (la Dda aveva chiesto 2 anni, 8 mesi e 700 euro di multa); Rocco Ceravolo, a 6 mesi e 103 euro di multa pena sospesa (la Dda aveva chiesto 2 anni, 8 mesi e 3mila euro di multa); Massimo Citraro, a 11 anni, 8 mesi di reclusione (la Dda aveva invocato13 anni e 3 mesi); Giuseppe Critofaro, a 6 anni e 8 mesi di reclusione (la Dda aveva chiesto 8 anni e 6 mesi); per il pentito Salvatore Danieli, a 4 anni, 4 mesi e 1300 di multa (la Dda aveva invocato 2 anni e 4 mesi); Domenico Falcone, a 3 anni, 4 mesi, 1230 di multa  (la Dda ha invocato 5 anni); Gennaro Felicetta, a 20 anni di reclusione (stessa pena richiesta dalla Dda); per il collaboratore di giustizia Sandro Ielapi, 4 anni e 8 mesi di reclusione (la Dda aveva invocato 3 anni e 4 mesi); Simone Macario, 4 anni, 8 mesi, 18.067 di multa (la Dda aveva invocato 6 anni, 3 mesi e 20mila euro di multa); per il collaboratore Santo Mirarchi, 1 anno e 4mesi (la Dda ha chiesto 1 anno e 7 mesi); Antonio Paradiso, 8 anni di reclusione (la Dda ha invocato 10 anni);  Vincenzo Tolone, 9 anni e 4 mesi di reclusione (la Dda ha chiesto 10 anni e 6 mesi);Danilo Vitellio, 11 anni, 8 mesi (la Dda ha chiesto 12 anni e 6 mesi). 

Le assoluzioni e le richieste di pena

 Il giudice ha assolto Paolo Bova, con formula ampia, perché il fatto non sussiste, (difeso dall’avvocato Sergio Rotundo) mentre la Dda in aula aveva chiesto 4 anni e 5 mesi; Davide Cristofaro, “per non aver commesso i fatti” contestati, codifeso dagli avvocati Antonio Stivala e Giovanni Merante (la Dda per lui aveva invocato 8 anni, 6 mesi e 20mila di multa); Franco Macario, codifeso dagli avvocati Saverio Loiero e Andrea Gatto (la Dda aveva chiesto 5 anni e 4 mesi e 17mila euro di multa);per Ilario Sestito, difeso dagli avvocati Marco Sinopoli e Saverio Pittelli, il gup ha pronunciato il non doversi procedere perchè il reato estinto per difetto di procedibilità (la Dda aveva invocato 2 anni e 4 mesi); 

I ruoli 

Secondo la ricostruzione accusatoria Bruno e Pietro AbbruzzoMassimo CitraroAntonio Paradiso,Sandro IelapiVincenzo Tolone e Giuseppe Cristofaro, avrebbero diretto, organizzato e partecipato alla cosca Catarisano, con epicentro a Roccelletta di Borgia, al cui vertice ci sarebbero stati Pietro Abbruzzo e Massimo Citraro. A entrambi è contestata, insieme ad Antonio Paradiso, l’estorsione ai danni di un’attività commerciale di Borgia e il danneggiamento di un escavatore di proprietà di una ditta di calcestruzzi. Accusati di associazione a delinquere di tipo mafioso anche Francesco BrunoGennaro FelicettaDanilo Vitellio, “rei” di aver partecipato alla cosca Bruno, il cui capo Francesco Bruno, sarebbe stato sostituito nel momento del suo arresto nell’operazione Jonny, da Gennaro Felicetta, che avrebbe assunto il ruolo di reggente della cosca. Concorso esterno in associazione mafiosa è contestato dalla Dda all’imprenditore Paolo Bova il quale, per preservare le proprie imprese ed eliminare la concorrenza, avrebbe favorito la cosca Bruno subappaltando lavori ad altre imprese lavori aggiudicati, mettendo a disposizione del sodalizio il proprio capannone per agevolare gli incontri tra il clan e imprenditori estorti, facendo da tramite per ricevere e portare ambasciate, per riscuotere le somme di denaro delle estorsioni da consegnare ai componenti della cosca. Ma per lui le accuse sono cadute alla luce del verdetto del giudice per le udienze preliminari.

Il collegio difensivo

Gli avvocati impegnati nel processo (nel cui collegio compaiono i nomi tra gli altri di Salvatore Staiano, Isabella Camporato, Vincenzo Maiolo Staiano, Stefano Nimpo, Giuseppe Gervasi, Michele Gigliotti, Gregorio Viscomi, Saverio Loiero, Vittoria Aversa, Vincenzo Galeota, Cosimo Tripodi, Paola Stilo, Antonio Lomonaco) attenderanno le motivazioni della sentenza per ricorrere in appello.

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