6 Ottobre 2026
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Stretta della Questura di Reggio Calabria sulla movida violenta: due divieti per risse, scattano anche 7 proposte di sorveglianza speciale

Dai tifosi violenti ai clan, passando per risse e violenza tra le mura di casa. A settembre raffica di misure di prevenzione: 5 Daspo, 13 avvisi orali e tre sorveglianze speciali già eseguite. Nel mirino i soggetti ritenuti socialmente pericolosi

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Nel mese di settembre, la Questura di Reggio Calabria è efficacemente intervenuta con il precipuo intento di arginare le manifestazioni di pericolosità sociale nelle sue varie sfaccettature ed in contesti differenti che spaziano dalla criminalità comune ed organizzata, alla violenza domestica, sportiva ed a tutela della movida.

L’istruttoria della Divisione anticrimine

La puntuale attività istruttoria condotta dalla Divisione Polizia Anticrimine, in stretta sintonia con tutti gli uffici della Questura e le altre Forze di Polizia, ha consentito al Questore della provincia, di: irrogare cinque provvedimenti di “Daspo”, quattro dei quali, per condotte antigiuridiche poste in essere da tifosi siciliani in trasferta per la durata di un anno ed un provvedimento cosidetti “fuori contesto”, della stessa durata, nei riguardi di un altro tifoso amaranto già condannato definitivamente per violazione della normativa sulle sostanze stupefacenti. E ancora: emettere cinque provvedimenti di “ammonimento” nei confronti di soggetti che si sono resi autori di atti persecutori e violenza domestica; emettere tredici “avvisi orali”, due dei quali con ulteriori prescrizioni a carico di soggetti gravati da condanne definitive per delitti non colposi, intimando a tutti gli interessati di tenere una condotta conforme alla legge; irrogare dodici provvedimenti di “divieto di accesso ad aree urbane” (cosidetto Dacur) di durata variabile da sei mesi a due unni, nei riguardi di altrettanti giovani che si sono resi autori di distinte e violente risse nei pressi di esercizi pubblici in provincia.

Le misure di prevenzione

Inoltre, sono state formulate al locale Tribunale, sezione Misure di Prevenzione, sette proposte per l’applicazione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno, nei confronti di altrettanti soggetti, portatori di pericolosità sociale generica e qualificata, quest’ultima con particolare riferimento alla criminalità organizzata anche di tipo mafioso ed in ambito relazionale affettivo. A fronte delle proposte precedentemente formulate, la Divisione Polizia Anticrimine ha curato la notifica e l’esecuzione di tre decreti applicativi della Sorveglianza Speciale di P.S. emessi dalla stessa Autorità Giudiziaria, la quale condividendo le risultanze acquisite, ha imposto agli interessati, l’obbligo di soggiorno nel comune di residenza per periodi da due anni e sei mesi a tre anni, a garanzia di un maggiore controllo delle Forze di Polizia. Le misure monitorie ed interdittive adottate e proposte, rappresentano la concretizzazione di una strategia costante a tutela della comunità.
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