La Corte d’Appello di Catanzaro ha parzialmente accolto le richieste della difesa nel processo per il tentato omicidio avvenuto nel centro di Crotone, in piazza Pitagora, il giorno di Natale del 2024.
La sentenza è stata pronunciata nella serata dell’8 luglio dalla prima sezione penale della Corte d’Appello di Catanzaro, presieduta dal giudice Bianchi, con a latere i magistrati Scuteri e Luzzi. Al centro del procedimento gli imputati tunisini Fahkfahk Mahran, Jebli Yassine, Fahkfahk Ibrahim e Askir Mohamed Lehbib, accusati del reato di tentato omicidio in concorso.
Accolta la riduzione della pena
Per Fahkfahk Mahran e Jebli Yassine, difesi dall’avvocato Pietro Chiodo, la Corte ha accolto in parte le argomentazioni difensive, rideterminando la pena originariamente fissata in 8 anni di reclusione. La condanna è stata ridotta a 4 anni e 4 mesi, con l’esclusione dell’aggravante della premeditazione. La decisione è arrivata dopo una lunga discussione del collegio difensivo, che ha illustrato le proprie tesi nel corso di un intervento durato oltre tre ore.

In foto l’avvocato Pietro Chiodo
La difesa ha contestato le dichiarazioni della persona offesa
Nel corso dell’arringa, i difensori hanno sollevato dubbi sulla utilizzabilità e sull’attendibilità delle dichiarazioni rese dalla persona offesa, Louichi Malek, cittadino tunisino. Secondo la difesa, il ruolo ricoperto dalla persona offesa avrebbe richiesto particolari garanzie processuali, poiché sarebbe stata coinvolta in un procedimento collegato a seguito di una denuncia presentata dagli stessi imputati per una precedente aggressione.
Gli avvocati hanno inoltre contestato la ricostruzione dei fatti fornita dall’accusa, ritenendola contraddittoria sia nella fase precedente all’aggressione sia nella dinamica successiva.
I filmati e la ricostruzione difensiva
Un altro elemento richiamato dalla difesa riguarda le immagini acquisite agli atti. Secondo quanto sostenuto dagli avvocati degli imputati, dai filmati non emergerebbe la presenza di coltelli o altre armi bianche nelle mani degli imputati né nella fase immediatamente precedente né in quella successiva alla presunta azione violenta. La difesa aveva quindi chiesto l’assoluzione per non aver commesso il fatto.
Gli altri imputati
Nel procedimento erano coinvolti anche Fahkfahk Ibrahim, assistito dall’avvocato Silvano Cavarretta del foro di Crotone, e Askir Mohamed Lehbib, difeso dall’avvocato Giovanni Marchio del foro di Catanzaro. La decisione della Corte d’Appello ha riguardato l’impugnazione proposta contro la sentenza di primo grado relativa ai fatti avvenuti nel dicembre 2024 nel centro cittadino di Crotone.










