28 Luglio 2026
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Inchiesta sull’inquinamento ambientale a Cotronei, le carte false dell’ex sindaco per inventare l’emergenza e affidare l’appalto ad una ditta amica

La procura di Crotone contesta falsi, frode nelle pubbliche forniture, corruzione e inquinamento ambientale

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Inquinamento ambientale, frode nelle pubbliche forniture, una serie di falsi, corruzione. E ancora carte farlocche per autorizzare la stipula di contratti per il conferimento e il trattamento dei rifiuti urbani indifferenziati e per la frazione organica (Ford) in impianti diversi da quello ubicato in località Ponticelli del Comune di Crotone, di proprietà della Regione Calabria, attestando un’emergenza nel settore rifiuti inesistente, senza che vi fosse alcuna forma di crisi ambientale del sistema rifiuti. Come? Tutto scritto nero su bianco nell’avviso di conclusione indagini della Procura di Crotone nei confronti dell’ex sindaco dei Cotronei, imprenditori e responsabili dell’area tecnica comunale (LEGGI), in cui viene descritto il sistema per appaltare alla ditta amica la gestione dei rifiuti illecitamente.

La serie di falsi e il conflitto di interesse taciuto

 L’ex sindaco di Cotronei Nicola Belcaro, avrebbe sottoscritto una nota indirizzata al presidente Ato 3 e al Duc Ato 3 Crotone, certificando falsamente il silenzio assenso del’Ato a sottoscrivere il “contratto fra Ecorec srl e il Comune di Cotronei. A loro volta i responsabili, all’epoca dei fatti, del quarto settore del Comune di Cotronei “Area urbanistica-tecnico manutentiva”, Antonio Urso  e Gaetano Scavelli, avrebbero attestato con determina la regolarità tecnica del provvedimento e quindi la correttezza dell’azione amministrativa, sebbene viziata, perché emessa da un Ente pubblico, il Comune di Cotronei, privo della legittimazione ad assumerla. Tra l’altro Antonio Urso sarebbe stato in palese conflitto di interessi, in quanto il proprietario del fondo dove era ubicato l’impianto di trattamento rifiuti oggetto della determinazione, risultava di proprietà del padre, circostanza questa taciuta da Urso che avrebbe dovuto astenersi dal procedimento amministrativo relativo all’adozione della determina sul conferimento dell’appalto privo dei requisiti necessari per il perfezionamento del contratto: il possesso da parte dell’operatore economico “Ecorec S.r.l.”, dell’iscrizione nell’elenco dei fornitori non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa, la white list, e  la garanzia definitiva, da presentarsi prima della sottoscrizione del contratto di appalto. 

Sversamento di sostanze inquinanti

Andrea Pariano legale rappresentante della società “Ecorec S.r.l.“, aggiudicataria, negli anni 2020, 2021, 2022, di tre affidamenti diretti, da parte del Comune di Cotronei, per il servizio di trattamento della frazione organica da raccolta differenziata (Ford) dei rifiuti urbani prodotti, attraverso l’impianto sito in località Misurachella, avrebbe provocato una fuoriuscita di liquido dei rifiuti trattati al di fuori del muro perimetrale dell’impianto stesso, con sversamento sul nudo terreno, causando una contaminazione delle acque superficiali presenti nel canale di scolo delle acque meteoriche posto a valle della discarica con incontrollati e reiterati sversamenti di sostanze inquinanti provenienti dall’impianto di trattamento rifiuti. 

Le omissioni e i mancati controlli

Omissioni sistematiche negli interventi di adeguamento nella gestione delle acque di scarico, nello svolgere periodiche analisi qualitative e nel consegnare i formulari relativi alla conduzione degli scarti prodotti dal trattamento della Frazione Umida Organica, “reo” Pariano , secondo le accuse, di inquinamento ambientale in concorso con Urso e Scavelli, che avrebbero dovuto operare un controllo tecnico- contabile sull’operato dell’appaltatore in sede di esecuzione del contratto, atteso che il  Comune di Cotronei era stato reiteratamente notiziato sugli esiti delle analisi e dei sopralluoghi svolti da Arpacal e delle ripetute violazioni da parte di Ecorec S.r.l. 

L’ingiusto profitto dato alla Ecorec e la corruzione

Avrebbero indotto in errore il Comune di Cotronei sulla necessità di affidare l’appalto alla società procurando un ingiusto profitto a Pariano di 103mila euro. Urso avrebbe ricevuto da quest’ultimo mille euro al mese, somma versata formalmente dalla Ecorec alla alla “Frant S.r.l.”, la cui amministratrice unica è Francesca Aceto, moglie di Urso). Sarebbe stata lei a gestire i terreni di proprietà del padre di Antonio Urso sulla scorta di un formale contratto di fitto di terreni stipulato tra le predette società, a partire dall’anno 2019. Al momento si tratta solo di ipotesi accusatorie e gli indagati avranno venti giorni di tempo per chiedere di essere interrogati, depositare memorie difensive, rilasciare dichiarazioni e compiere ogni altro atto utile per l’esercizio del diritto di difesa prima che la Procura proceda oltre con una richiesta di rinvio a giudizio. 

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