1 Ottobre 2026
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Da Lavitola a Tavares, gli investigatori ricostruiscono la catena dell’attentato a Ranucci

Il nome del cittadino camerunense è emerso nelle dichiarazioni rese dall'ex editore davanti al Riesame. La Procura prepara la rogatoria e valuta anche gli strumenti per rendere operativo l'arresto fuori dal Camerun

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La Procura di Roma procede sul fronte della cooperazione giudiziaria internazionale per arrivare a Gomes Tavares, cittadino camerunense attualmente latitante in Africa e indicato dagli inquirenti come possibile intermediario nella vicenda dell’attentato contro Sigfrido Ranucci.

L’episodio risale all’ottobre 2025, quando un ordigno esplosivo venne fatto detonare davanti all’abitazione del giornalista a Pomezia. Secondo la ricostruzione investigativa riportata dall’Adnkronos, Tavares sarebbe stato il collegamento tra Valter Lavitola e il gruppo ritenuto responsabile della fase materiale dell’attentato.

Estradizione e mandato internazionale

I pubblici ministeri hanno sottoposto alla Procura generale una duplice richiesta relativa alla posizione di Tavares.
La prima riguarda l’estradizione, mentre la seconda punta all’internazionalizzazione della ricerca del cittadino camerunense, attraverso gli strumenti della cooperazione giudiziaria internazionale. Tra le ipotesi considerate c’è l’emissione di una red notice, così da rendere operativo l’ordine di arresto anche qualora Tavares dovesse trovarsi fuori dal Camerun. Prima di procedere con la rogatoria internazionale è necessario completare la traduzione in francese degli atti. Una volta concluso questo passaggio, la Procura potrà formalizzare la richiesta alle autorità competenti.

Gli investigatori cercano il possibile intermediario

L’attività degli inquirenti non si limita al Camerun. La Procura sta infatti valutando gli strumenti disponibili per individuare Tavares anche nell’eventualità che abbia lasciato il Paese. La sua posizione è emersa in più occasioni nel corso delle dichiarazioni rese da Lavitola, che davanti al Tribunale del Riesame avrebbe ricostruito il proprio ruolo nella vicenda assumendosi la responsabilità dell’attentato.

Secondo quanto riferito dall’ex editore, l’idea di utilizzare una bomba sarebbe partita proprio da Tavares. Lavitola avrebbe inoltre raccontato di avergli affidato un “mandato in bianco”. Si tratta, allo stato, della ricostruzione fornita dallo stesso Lavitola agli inquirenti e all’autorità giudiziaria, mentre le responsabilità dei diversi soggetti coinvolti dovranno essere definite nelle sedi competenti.

Lavitola lascia l’alta sicurezza a Rebibbia

Nel frattempo si registra una novità anche sul fronte della detenzione di Valter Lavitola. Secondo quanto riferito dal suo difensore, l’avvocato Arturo Cola, l’ex editore è stato trasferito dalla sezione ad alta sicurezza del carcere romano di Rebibbia e collocato nell’area destinata ai detenuti “comuni”. Il trasferimento è stato disposto dal Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, dopo il parere favorevole espresso dai pubblici ministeri della Dda di Roma.

Due sviluppi nella stessa inchiesta

La vicenda giudiziaria si muove quindi su due piani distinti. Da un lato, gli investigatori stanno cercando di rendere effettiva la ricerca internazionale di Gomes Tavares, valutando estradizione e strumenti di cooperazione tra Stati. Dall’altro, la posizione di Lavitola registra un cambiamento sul piano penitenziario, con il passaggio dalla sezione ad alta sicurezza a quella ordinaria del carcere di Rebibbia.

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