1 Ottobre 2026
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Mangialavori, voci di fuga verso Vannacci. La replica: “Resto in Forza Italia, ma non va tutto bene”

Un retroscena racconta lo scontro nelle chat azzurre. Il deputato vibonese respinge le indiscrezioni e accusa Ziello di alimentarle. La fedeltà al partito si accompagna all’ammissione delle difficoltà interne, mentre Occhiuto chiede di cambiare passo

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Giuseppe Mangialavori smentisce il passaggio con Roberto Vannacci, ma non nasconde le difficoltà di Forza Italia. Il presidente della commissione Bilancio della Camera rivendica la propria appartenenza agli azzurri e respinge le voci che lo indicano fra i possibili nuovi ingressi in Futuro Nazionale. Poi avverte i colleghi: nel partito non va tutto bene e fingere il contrario sarebbe ipocrita.

A raccontare la reazione del parlamentare vibonese è Il Fatto Quotidiano, in un retroscena firmato da Giacomo Salvini nell’edizione del 1° ottobre. Il servizio ricostruisce i messaggi scambiati nelle chat azzurre dopo le indiscrezioni su tre deputati pronti a lasciare il partito: Mangialavori, il lombardo Fabrizio Sala e il pugliese Andrea Caroppo. Tutti e tre negano.

Le indiscrezioni e la tensione nelle chat

Secondo il quotidiano, le voci circolavano da giorni in Parlamento. L’eventuale uscita dei tre deputati avrebbe avuto conseguenze anche sui numeri di Montecitorio: nella ricostruzione del Fatto, avrebbe consentito a Vannacci di formare un proprio gruppo alla Camera.

La prima smentita nella chat arriva da Caroppo, che esclude qualsiasi trattativa. Antonio Tajani interviene per confermargli la propria fiducia. Seguono Sala e Mangialavori, indicati dal giornale come esponenti della minoranza interna sui quali da tempo si concentravano le ipotesi di un’uscita.

Le risposte diventano anche un attacco a chi avrebbe diffuso le indiscrezioni. Sala lascia intendere che qualcuno fra i colleghi possa avere interesse a vederlo partire. Mangialavori fa un nome: Edoardo Ziello, responsabile dell’organizzazione di Futuro Nazionale.

Mangialavori accusa Ziello

Nel messaggio riportato dal Fatto, il deputato vibonese attribuisce a Ziello l’origine della voce e sostiene che il dirigente vannacciano abbia interesse a creare agitazione nel gruppo azzurro. È la versione di Mangialavori, riferita dal quotidiano attraverso la chat. Il servizio non documenta una trattativa per il suo trasferimento e non permette di verificare autonomamente la provenienza dell’indiscrezione.

Il parlamentare rivendica anche una distanza politica e personale dall’ex generale: si definisce “troppo democristiano” e “troppo garbato” per seguirlo. Due espressioni con cui respinge l’accostamento a Futuro Nazionale e richiama il proprio modo di stare nel centrodestra.

La permanenza in Forza Italia e il malessere ammesso

Mangialavori ricorda gli incarichi ricevuti grazie al partito e sottolinea di non avere mai militato altrove. Una rivendicazione rivolta anche all’interno: la sua storia, sostiene, dovrebbe bastare a escludere sospetti sulla fedeltà agli azzurri.

La conferma della permanenza contiene però una critica. Il deputato ammette che Forza Italia attraversa difficoltà e rifiuta di nasconderle. Non annuncia uno strappo, ma neppure consegna ai colleghi una dichiarazione di soddisfazione per lo stato del partito.

Per un parlamentare radicato nel Vibonese e alla guida di una delle commissioni più importanti della Camera, la risposta assume un peso che supera la smentita personale. Mangialavori respinge l’ipotesi di lasciare Forza Italia, mentre chiede implicitamente che il disagio interno venga riconosciuto.

Occhiuto riunisce ministri e parlamentari

Nella stessa giornata, Roberto Occhiuto presenta a Roma il libro Il coraggio di governare. Alla Galleria Alberto Sordi, il presidente della Regione Calabria critica la comunicazione azzurra e sollecita il rinnovamento del partito.

Il Fatto segnala la presenza dei ministri Paolo Zangrillo ed Elisabetta Casellati e di 24 parlamentari. Una partecipazione che il quotidiano interpreta come una dimostrazione della capacità del governatore di raccogliere consensi nella classe dirigente di Forza Italia.

Le due vicende raccontano le tensioni che attraversano gli azzurri: le voci sulle possibili defezioni, il timore delle ricandidature e la pressione per modificare la linea politica. Il retroscena non colloca Mangialavori in una corrente di Occhiuto. Registra invece la sua scelta di restare, accompagnata da una critica alle condizioni del partito.

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