Un provvedimento sulla scuola con nuove regole per la presenza degli studenti stranieri nelle classi, l’obbligo di apprendimento della lingua italiana per alcuni genitori e il divieto di burqa e hijab a scuola. È quanto annunciato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenuta dal palco di Fenix, la festa di Gioventù nazionale.
“Sta per arrivare in Cdm un provvedimento che introduce per legge il numero massimo di studenti stranieri per classe”, ha dichiarato la premier, spiegando che il testo dovrebbe prevedere anche “l’obbligo per i genitori di studenti stranieri con problemi gravi di inserimento scolastico di imparare l’italiano”.
Meloni ha inoltre annunciato l’introduzione del divieto di burqa e hijab negli istituti scolastici. Il tema del limite alla presenza di alunni stranieri era già stato affrontato nelle settimane precedenti dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, che aveva parlato della trasformazione in legge del limite del 30% attualmente previsto da una circolare.
Meloni: “La scuola deve valutare e non nascondere le lacune”
Nel corso del suo intervento, la presidente del Consiglio ha criticato quello che ha definito il “buonismo” che, a suo giudizio, avrebbe caratterizzato per decenni il sistema scolastico italiano. “Per decenni per colpa di un certo buonismo, la scuola italiana ha avuto paura di dire la verità”, ha affermato Meloni, sostenendo che il sistema educativo non debba nascondere le difficoltà degli studenti attraverso valutazioni uniformi.
Secondo la premier, garantire a tutti lo stesso voto non equivale ad assicurare le medesime opportunità. Meloni ha quindi sottolineato il ruolo del merito, della valutazione e delle regole nel percorso formativo, sostenendo che gli errori debbano essere utilizzati come strumenti di crescita. “La prima dovere della scuola è quello di valutare il ragazzo, insegnarti che il giudizio esiste, gli errori servono per crescere e che l’educazione e il rispetto si fondano sulle regole e non sulla loro negazione”, ha detto.
L’attacco alle opposizioni sul bollo auto e sul Superbonus
Dal palco di Fenix, Meloni ha rivolto un attacco anche alle opposizioni, con particolare riferimento alla questione del bollo auto e alle critiche rivolte al governo da alcuni presidenti di Regione del centrosinistra. “Manco quando abbiamo tolto il bollo della macchina a 14 milioni di veicoli gli è andata bene”, ha dichiarato la premier, aggiungendo con tono ironico: “Gli faremo il pronto corrente dedicato per i nostalgici del bollo auto, così lo possono pagare”.
Meloni ha poi respinto le accuse secondo cui i costi della campagna elettorale sarebbero sostenuti dalle Regioni. Nel suo intervento ha chiamato in causa il Superbonus, attribuendo ai governi precedenti la responsabilità di aver accumulato debiti per circa 200 miliardi di euro.
La presidente del Consiglio ha sostenuto che il costo della misura avrebbe gravato sui cittadini italiani, citando una cifra di 3.500 euro a persona. Si tratta di una valutazione politica espressa dalla premier nel corso del suo discorso.
La replica a Schlein: “Trova una cosa vera da dire”
Una parte dell’intervento è stata dedicata al confronto con la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, in relazione alle accuse rivolte al governo sui finanziamenti all’università.
Meloni ha rivendicato l’incremento del Fondo di finanziamento ordinario universitario, affermando che oggi ammonta a 9,4 miliardi di euro, il 25% in più rispetto al 2019, quando sarebbe stato pari a 8,6 miliardi. “Elly cara, carissima ma è possibile che tu non riesca a trovare un solo argomento vero per contestare? Uno vero, ti prego”, ha detto Meloni, rivolgendosi direttamente alla leader dem.
La premier ha quindi aggiunto: “Te li do io, te li do io se vuoi, perché siamo imperfetti anche noi, ma ti prego una volta vera dilla. Te le passo io sottobanco”.
Meloni ha concluso la parte dedicata all’università contestando la possibilità di fare opposizione “su tutto” e sostenendo che i dati sul finanziamento ordinario non sarebbero compatibili con l’accusa di tagli generalizzati al comparto.













