È venuto a mancare Antonino Zichichi, fisico italiano di fama internazionale, all’età di 96 anni il 9 febbraio 2026. Nato a Trapani nel 1929, Zichichi ha lasciato una traccia profonda nella fisica delle particelle e nella cultura scientifica italiana e mondiale.
Studioso raffinato e ricercatore di primo piano, ha collaborato con importanti centri come il CERN di Ginevra e il Fermilab di Chicago, contribuendo a scoperte che hanno ampliato la comprensione della materia subnucleare.
Negli anni ’60, fu tra i pionieri nell’osservazione dell’antideutone, una particella di antimateria formata da antiprotone e antineutrone.
Come accademico, è stato professore emerito di fisica superiore all’Università di Bologna, presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare negli anni ’70 e guida anche della Società Europea di Fisica.
La sua visione scientifica e organizzativa ha avuto ripercussioni strutturali: è stato tra i principali promotori dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso, oggi uno dei più grandi complessi di ricerca sotterranea al mondo.
Oltre il laboratorio: divulgazione, fede e battaglie culturali
Zichichi è stato protagonista non solo di scoperte, ma di un’intensa attività di divulgazione scientifica, spesso portata in televisione e nei media.
Nel corso della sua lunga carriera ha portato avanti una battaglia culturale molto visibile contro l’astrologia e le superstizioni, da lui definite – in più occasioni – come danni alla diffusione del pensiero scientifico.
Autore di saggi come “Il vero e il falso” e Perché io credo in Colui che ha fatto il mondo”, Zichichi ha spesso intrecciato scienza e religione, sostenendo la possibilità di un dialogo tra metodo scientifico e visione spirituale.
Posizioni controcorrente su clima ed evoluzione
Negli ultimi anni Zichichi è stato anche al centro di dibattiti pubblici e critiche per alcune sue posizioni scientifiche eterodosse. In particolare, ha espresso scetticismo sull’attribuzione primaria all’uomo dei cambiamenti climatici, sostenendo che fenomeni naturali – come l’attività solare – avrebbero un ruolo preponderante rispetto alle emissioni antropiche.
Queste opinioni, viceversa, si collocano fuori dal consenso prevalente nella comunità scientifica sul ruolo dominante dell’azione umana nei cambiamenti climatici, e sono state oggetto di discussione e critiche da parte di altri esperti del settore climatico.
Allo stesso modo, Zichichi ha messo in discussione aspetti di teorie come quella dell’evoluzione darwiniana, suscitando ulteriori dibattiti e divisioni nel panorama scientifico e culturale contemporaneo.
L’eredità di una figura complessa
La scomparsa di Antonino Zichichi segna la fine di una lunga stagione per la fisica italiana e internazionale: un uomo che ha saputo unire ricerca di frontiera e presenza pubblica, contribuendo alla costruzione di infrastrutture di avanguardia e nutrendo – spesso provocatoriamente – il dibattito su scienza, cultura e società. Le sue idee e il suo lascito scientifico continueranno a essere oggetto di studio, riflessione e, inevitabilmente, confronto.












