5 Ottobre 2026
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Garlasco, un documento senza firma riapre il caso delle indagini del 2007

Negli archivi del Ris una valutazione sulla personalità di Alberto Stasi mai depositata. Bramante: "Non ho mai fatto alcun profilo"

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Nel nuovo filone dell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi spunta un documento risalente al 2007 che riguarda la personalità di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per il delitto. Si tratta di 13 pagine, acquisite dalla Procura di Pavia lo scorso 10 settembre nei laboratori del Ris di Parma, nell’ambito degli accertamenti sulla nuova inchiesta. Il documento è indicato come “valutazione psicologica” e prende in esame alcuni verbali resi da Stasi nei giorni successivi all’omicidio. L’atto non risulta però datato né presenta una firma autografa. Nell’intestazione compare il nome di Alessandra Bramante, indicata come psicologa e criminologa clinica. La professionista ha tuttavia negato di aver realizzato quel profilo.

La criminologa: “Non ho mai fatto alcun profilo”

Bramante ha preso le distanze dal documento. “Non ho mai fatto nessun profilo, se faccio relazioni metto data e firma”, ha dichiarato, spiegando di non aver mai redatto un profilo personologico su Stasi e di non aver mai prodotto una relazione di quel tipo su carta intestata senza sottoscriverla. La circostanza rende quindi ancora da chiarire chi abbia materialmente prodotto il documento, per quale ragione e nell’ambito di quale attività investigativa. Secondo quanto emerso, la valutazione non sarebbe stata richiesta dalla Procura di Vigevano e non sarebbe stata inserita nel fascicolo processuale dell’epoca.

Le dichiarazioni di Stasi analizzate nel documento

Il testo mette a confronto alcuni passaggi delle dichiarazioni rese da Stasi in tre verbali del 13, 17 e 22 agosto 2007, riportando osservazioni e commenti sulle sue risposte. Nella parte dedicata ai “pensieri ed impressioni”, il documento elenca 17 punti relativi alle caratteristiche che vengono attribuite all’allora indagato. Tra questi compaiono espressioni come “tendenza narcisistica”, “ambivalenza e contraddizioni rispetto al sesso”, “freddezza”, “calcolatore”, “mancanza assoluta di emozioni” e “indifferenza estrema nei confronti della vittima”. Si tratta, è importante sottolinearlo, di valutazioni contenute in un documento la cui paternità non è stata chiarita e che non costituiscono di per sé un accertamento giudiziario sulla personalità di Stasi.

Commenti investigativi e contraddizioni

Accanto alle trascrizioni delle dichiarazioni sono presenti annotazioni che sembrano concentrarsi anche sulla ricostruzione investigativa dei fatti. Tra i commenti vengono sollevati interrogativi sulla capacità di Stasi di ricordare determinati particolari, sulle telefonate effettuate, sull’utilizzo del computer e sulle circostanze del ritrovamento del corpo di Chiara. In alcune parti si fa riferimento alla possibilità che determinate frasi fossero state riportate “in modo meccanico”, mentre altre annotazioni mettono in evidenza presunte contraddizioni nelle dichiarazioni. La presenza di questi elementi è uno degli aspetti che ora dovrà essere valutato dagli inquirenti nell’ambito degli accertamenti sulle modalità con cui vennero condotte le indagini originarie.

L’attenzione sugli investigatori dell’epoca

Il documento si inserisce nel filone che sta esaminando anche l’operato degli investigatori e dei consulenti coinvolti nell’indagine del 2007. È il secondo elemento emerso dagli archivi del Ris che richiama l’attenzione degli inquirenti dopo il caso delle analisi relative al Dna sui pedali della bicicletta, i cui esiti non erano confluiti nel fascicolo dell’epoca.

Secondo Dario Redaelli, esperto del pool dei consulenti della famiglia Poggi, il documento potrebbe essere stato il risultato di un’attività della polizia giudiziaria non formalizzata davanti al pubblico ministero perché ritenuta non rilevante. Una ricostruzione che dovrà eventualmente trovare conferma negli accertamenti della Procura.

La Procura valuta anche le presunte irregolarità del passato

La scoperta della “valutazione” si inserisce nella più ampia attività della Procura di Pavia, che ha recentemente chiuso l’inchiesta nei confronti di Andrea Sempio, rileggendo la ricostruzione del delitto di Chiara Poggi e sostenendo una ricostruzione alternativa rispetto a quella alla base della condanna definitiva di Stasi. Gli accertamenti sui documenti del 2007 possono quindi assumere rilievo anche nell’ottica della richiesta di revisione che la difesa di Stasi intende presentare alla Corte d’Appello di Brescia.

I legali Giada Bocellari e Antonio De Rensis stanno infatti esaminando gli atti emersi dalla nuova inchiesta. La difesa ha parlato di ulteriori elementi ritenuti favorevoli a Stasi e di una nuova prova destinata, secondo quanto anticipato dagli stessi avvocati, a fare “rumore”. Potrebbe trattarsi di una nuova testimonianza, ma su questo punto non sono state fornite conferme ufficiali.

Luongo: “Se qualcuno ha sbagliato, pagherà”

Sul tema delle eventuali irregolarità nelle indagini del passato è intervenuto anche il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Salvatore Luongo. “Se la magistratura accerterà irregolarità o responsabilità individuali nel passato, la risposta dell’Arma sarà di totale collaborazione, di massima trasparenza e anche assoluta fermezza”, ha dichiarato. Una posizione che colloca anche la nuova scoperta documentale nel quadro degli accertamenti ancora in corso sull’attività investigativa svolta 19 anni fa, mentre il caso Garlasco continua ad aprire nuovi capitoli giudiziari.

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