5 Ottobre 2026
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Bonus trasporti 2027, niente più click day: la graduatoria deciderà chi riceverà fino a 400 euro

Dal vecchio voucher al portafoglio digitale: Isee, distanza, uso dei mezzi e automobile determineranno l'accesso al contributo

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Dal 2027 potrebbe cambiare radicalmente il sistema degli incentivi per chi utilizza il trasporto pubblico. Il nuovo Bonus trasporti previsto dal Piano Sociale per il Clima non sarà infatti costruito sul modello del vecchio voucher da 60 euro, ma attraverso un conto di mobilità digitale che potrà raggiungere i 400 euro l’anno. La misura, denominata “Il mio conto di mobilità”, è destinata alle persone e alle famiglie maggiormente esposte alle difficoltà economiche legate alla mobilità. Il piano prevede un sistema basato non soltanto sul reddito, ma anche sulle esigenze effettive di spostamento.

Il nuovo meccanismo non è però ancora operativo. Il Piano Sociale per il Clima dovrà essere seguito dai provvedimenti nazionali necessari a definire concretamente modalità, procedure e strumenti per presentare le richieste. L’attuazione nazionale e la Piattaforma della Mobilità Ecosolidale (PMES) sono attese entro marzo 2027.

Dal vecchio voucher al portafoglio digitale

La novità più importante riguarda la forma dell’agevolazione. Non ci sarà più un singolo voucher per l’acquisto di un abbonamento, ma un credito personale inserito in un portafoglio digitale. Il valore potrà arrivare a 400 euro all’anno e il credito potrà essere utilizzato per diversi titoli di viaggio e servizi di trasporto pubblico, consentendo quindi una maggiore flessibilità rispetto al precedente sistema.
Il Piano prevede tre livelli di sostegno: 100, 200 e 400 euro, determinati sulla base dell’indice di vulnerabilità del beneficiario. Per la misura “Il mio conto di mobilità” sono previste risorse dedicate nell’ambito del Piano Sociale per il Clima.

Chi potrà ottenere il bonus

La misura guarda soprattutto a pendolari, studenti e lavoratori appartenenti a famiglie con redditi più bassi. Il limite indicato per l’accesso è un Isee di 20 mila euro. A differenza del precedente Bonus trasporti, non dovrebbe essere necessario collegarsi alla piattaforma in un determinato momento per conquistare il beneficio. Il sistema prevede infatti una graduatoria, costruita sulla base di un punteggio da 0 a 100. La platea potenziale è stimata in circa 1,65 milioni di persone ogni anno.

Isee, distanza e automobile: come si forma il punteggio

L’Isee sarà il principale parametro utilizzato per determinare la posizione nella graduatoria, ma non l’unico. Secondo i criteri previsti dal piano, fino a 60 punti saranno attribuiti sulla base della situazione economica: il punteggio massimo spetterà a chi ha un Isee inferiore a 10 mila euro. Sono previste fasce intermedie per chi si colloca sotto i 15 mila euro e per chi supera tale soglia, rimanendo comunque entro il limite dei 20 mila euro.
Nel calcolo entreranno inoltre la distanza tra abitazione e luogo di lavoro o di studio, l’utilizzo del trasporto pubblico e la disponibilità di un’automobile nel nucleo familiare. L’obiettivo è quindi costruire un indice che tenga conto non soltanto della condizione economica, ma anche della concreta vulnerabilità sul fronte della mobilità.

Quanto si potrà ricevere

L’importo finale sarà collegato al punteggio raggiunto nella graduatoria. Chi otterrà un punteggio compreso tra 35 e 54 punti dovrebbe ricevere 100 euro. Per chi raggiungerà tra 55 e 79 punti il conto salirà a 200 euro, mentre il livello massimo, da 80 a 100 punti, consentirà di arrivare a 400 euro. Sono inoltre previste condizioni di particolare tutela per alcune categorie vulnerabili, con l’attribuzione del punteggio massimo in presenza dei requisiti indicati dal Piano. Tra queste rientrano persone con disabilità, caregiver familiari e cittadini che devono effettuare spostamenti frequenti per terapie continuative.

Come si utilizzerà il credito

Il conto di mobilità dovrebbe essere utilizzabile per acquistare diversi titoli di viaggio, dagli abbonamenti ai singoli biglietti del trasporto pubblico locale e regionale. La gestione è destinata a passare attraverso la PMES, Piattaforma della Mobilità Ecosolidale. Nel caso in cui il sistema digitale non fosse pronto al momento dell’avvio, è prevista una soluzione transitoria basata sui QR Code. Il credito non dovrebbe inoltre essere cumulabile con analoghe agevolazioni riconosciute da Regioni, Province o Comuni.

Quando partirà e come si farà domanda

Il nuovo sistema è previsto a partire dal 2027, ma al momento non è ancora possibile presentare la domanda. Le modalità definitive saranno stabilite attraverso i successivi provvedimenti attuativi. L’orizzonte temporale della misura è quello del Piano Sociale per il Clima 2027-2032. Per questo motivo, chi intende accedere al beneficio dovrà attendere la definizione della procedura nazionale e l’operatività della piattaforma dedicata.

Il nuovo strumento nasce nel quadro delle politiche europee per attenuare l’impatto sociale della transizione energetica e, in particolare, dell’estensione del sistema ETS2 al settore degli edifici e del trasporto stradale. Il Piano Sociale per il Clima finanzia infatti interventi destinati alle fasce maggiormente vulnerabili, tra cui proprio quelli dedicati alla mobilità.

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