Nel clima di commemorazione per il 34esimo anniversario della strage di via D’Amelio, le parole del Presidente del Senato Ignazio La Russa hanno innescato un’accesa polemica politica. Durante gli ECR Party European Awareness Days tenutisi a Catania, La Russa ha dichiarato che, se il magistrato Paolo Borsellino fosse ancora in vita, “sarebbe ministro di Fratelli d’Italia”.
Una frase che, come precisato dallo stesso esponente di Fratelli d’Italia, non vuole essere un’affermazione assoluta, ma una provocazione diretta a Salvatore Borsellino, fratello del magistrato ucciso dalla mafia.
Il botta e risposta con la famiglia Borsellino
La replica di La Russa giunge in seguito alle critiche mosse da Salvatore Borsellino nei confronti della premier Giorgia Meloni. Salvatore aveva esortato la Presidente del Consiglio a smettere di citare la figura di Paolo Borsellino come propria ispirazione, accusando l’attuale governo di aver smantellato gli strumenti di lotta alla mafia – come le leggi sui collaboratori di giustizia, le intercettazioni e l’ergastolo ostativo – che Falcone e Borsellino avevano contribuito a creare.
La Russa, pur dichiarando di avere rispetto per la famiglia del magistrato, ha risposto duramente: “Non accetto che nessuno, neanche il fratello, possa decidere di sapere cosa avrebbe fatto oggi Paolo Borsellino”.
La provocazione politica sulla collocazione del magistrato
Il Presidente del Senato ha insistito sulla visione politica del magistrato, sottolineando che “era di destra”. Ed è qui che è scaturita la provocazione: “È come se dicessi, e non lo dico, e chi mi potrebbe smentire, che se oggi fosse vivo sarebbe ministro di Fratelli d’Italia”.











