Giorgia Meloni approfitta delle comunicazioni in Parlamento in vista del prossimo Consiglio Europeo per riaffermare l’identità del suo esecutivo e per togliersi anche qualche sassolino dalle scarpe. La Presidente del Consiglio ha scelto toni fermi, respingendo accuse di scarsa coerenza ideologica e contrattaccando sul terreno della concretezza governativa.
La stoccata a Vannacci
Il clima si è scaldato in aula durante il confronto con il deputato Emanuele Pozzolo (ex FdI). Meloni non ha usato giri di parole nel rispondere alle insinuazioni di chi, dall’area generale, mette in dubbio la natura autentica della sua destra.
“La vera destra non è mai funzionale alla sinistra” ha tuonato la premier, rimarcando come chi è stato eletto nelle fila del centrodestra e oggi vota contro la fiducia del governo (spesso in linea con Schlein e Conte) stia di fatto agendo contro l’interesse nazionale.
Il campo largo nel mirino
Nel mirino della premier, oltre il generale, finisce anche l’opposizione. Meloni ha evidenziato come la maggioranza sia riuscita a presentare un testo unitario in vista dell’appuntamento europeo, mentre le opposizioni si siano frammentate in una miriade di risoluzioni diverse. La premier sui social paragona ironicamente il campo largo ad “Un puzzle con pezzi di scatole diverse“.
Lo scontro con il M5S
La giornata ha registrato anche momenti di alta tensione verbale a causa dello scontro con il pentastellato Francesco Silvestri che durante il suo intervento ha detto: “Il problema è che, dopo il referendum, si è detto che la linea del governo era di raddrizzare la schiena, rialzarsi da una posizione supina che aveva avuto nei confronti di Netanyahu e di Trump, ma lei non ha rialzato la schiena, lei ha, semplicemente, indossato delle ginocchiere per stare più comoda“.
La replica della premier non è arrivata molto tempo dopo e ha ribadito di aver raggiunto la Presidenza del Consiglio senza favoritismi o scorciatoie. “Vi dà fastidio che la prima donna premier in Italia sia arrivata dalla destra, perché voi non siete stati capaci di proporla” chiudendo così la giornata con un’affermazione netta di leadership.









