17 Settembre 2026
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“Meloni vada a casa”: l’affondo di Conte dopo la lettera di Schlein

La premier ha detto di voler valutare le proposte di Schlein; il leader M5S ribadisce invece la distanza dal governo

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Nessuna apertura al confronto con il governo Meloni. Giuseppe Conte, intervenuto a “Dritto e Rovescio”, ha preso posizione sulla lettera inviata dalla segretaria del Pd Elly Schlein alla presidente del Consiglio, escludendo, per quanto riguarda il Movimento 5 Stelle, la possibilità di una collaborazione con l’esecutivo.

“Io parlo per me”, ha precisato il leader pentastellato, sottolineando che negli ultimi anni il M5S avrebbe avanzato diverse proposte al governo. Tra gli esempi citati da Conte c’è il salario minimo, sul quale sostiene di aver cercato un confronto con l’esecutivo.

Conte: “Meloni ci ha sbattuto la porta in faccia”

Nel suo intervento, Conte ha contestato le scelte del governo anche sul fronte delle retribuzioni e delle indennità. “Meloni ci ha preso in giro e ci ha sbattuto la porta in faccia”, ha affermato, riferendosi alle proposte avanzate dal Movimento 5 Stelle.

Il leader M5S ha quindi citato l’aumento dello stipendio di Brunetta e quello delle indennità di ministri e sottosegretari, contrapponendo queste decisioni alla situazione economica di una parte della popolazione.

La ricostruzione e le valutazioni espresse in trasmissione sono quelle di Conte, che ha ribadito come, a suo giudizio, non ci siano le condizioni per un rapporto di collaborazione con l’attuale esecutivo.

Il nodo energia e le trivellazioni

Tra i motivi della distanza indicati dal presidente del Movimento 5 Stelle c’è anche la politica energetica del governo.

“Sono 4 anni che abbiamo fatto tante proposte. Oggi non ci sono le condizioni per lavorare insieme con chi, il governo Meloni, ha detto di voler fare le trivellazioni. Ritorniamo al petrolio”, ha dichiarato Conte.

Il riferimento arriva mentre il governo ha recentemente sostenuto la necessità di aumentare la produzione nazionale di petrolio e gas nel quadro delle misure sull’energia.

“Adesso Meloni è meglio che vada a casa”

La conclusione dell’intervento di Conte è stata particolarmente netta. Il leader M5S ha escluso, per la propria forza politica, una collaborazione con il governo e ha rivolto un appello alla presidente del Consiglio.

“Adesso Meloni è meglio che vada a casa e lasci lavorare noi”, ha detto Conte.

Le parole del leader pentastellato arrivano nello stesso giorno in cui Meloni ha fatto sapere di voler esaminare la lettera di Schlein “senza pregiudizi”, dichiarandosi disponibile a valutare eventuali proposte che ritenga utili.

Il confronto tra le opposizioni e la premier si concentra dunque sulla possibilità di individuare punti di convergenza su alcune politiche, ma con posizioni differenti tra i protagonisti del dibattito.

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