24 Luglio 2026
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Minori e responsabilità penale, Salvini: “Basta nascondersi dietro la minore età”

Il vicepremier e leader della Lega interviene sulla riforma approvata dal Consiglio dei ministri che modifica il principio dell'imputabilità dei minori tra i 14 e i 18 anni

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Il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, è intervenuto sulla riforma dell’imputabilità dei minori approvata dal Consiglio dei ministri, respingendo l’etichetta di “norma anti-maranza” e spiegando che il provvedimento introduce un diverso criterio nella valutazione della responsabilità penale dei ragazzi tra i 14 e i 18 anni. Intervistato dalla trasmissione Gli Inascoltabili su Radio Roma Sound, Salvini ha sostenuto che la riforma adegua la normativa ai cambiamenti della società.

“Si ribalta il principio”

Secondo il vicepremier, la novità consiste nel superare la presunzione secondo cui un minorenne non sarebbe pienamente consapevole delle proprie azioni. “Un reato commesso da un minorenne, quindi dai 14 ai 18 anni, oggi non è automaticamente sanzionato, perché in automatico si presume che uno che ha meno di 18 anni non sia perfettamente consapevole di quello che combina. Con questa norma si ribalta la situazione: si dà per scontato che a 14, 15, 16 e 17 anni tu sia consapevole di quello che fai e delle conseguenze, a meno che non venga dimostrato che non sei in grado di intendere e di volere”, ha dichiarato Salvini.

Il leader della Lega ha aggiunto che il nuovo impianto normativo introduce un criterio diverso rispetto al passato. “Fino a oggi, se uno commette un reato e ha 15 anni, si dice: ‘Poverello, però è piccolino’. Con questa norma, a meno che non si dimostri che c’erano condizioni di particolare difficoltà, si è imputabili a 16 anni come si è imputabili a 20 anni”, ha affermato.

“Oggi i ragazzi sono più consapevoli”

Salvini ha difeso la scelta del Governo sostenendo che gli adolescenti di oggi abbiano una maggiore consapevolezza rispetto alle generazioni precedenti. “Dico che è giusto. Lo dico anche da genitore”, ha dichiarato, richiamando anche le novità in materia di patente di guida.

“Dall’anno prossimo si potrà conseguire la patente, sia per l’auto sia per i mezzi pesanti, a 17 anni. Perché avere 16 anni o 17 anni oggi è diverso da quando li avevo io negli anni Novanta e, quindi, onori e oneri. Se commetti un reato non ti puoi nascondere dietro la minore età”, ha aggiunto.

“La riabilitazione resta un obiettivo”

Il vicepremier ha precisato che la riforma non modifica il principio della funzione rieducativa della pena. “La riabilitazione c’è e ci sarà anche da domani. È semplicemente che fino a oggi si riteneva, fino a prova contraria, non punibile, non perseguibile chi commetteva un reato nella minore età. Da domani si ritiene che un quindicenne abbia la stessa consapevolezza di un diciannovenne quando fa qualcosa, in bene o in male”, ha spiegato.

Salvini ha ricordato di aver visitato recentemente il carcere di Bollate, ribadendo che il reinserimento rimane un obiettivo fondamentale. “L’obiettivo è dare una seconda chance a tutti, evidentemente soprattutto se giovani o giovanissimi”, ha affermato.

“Nessuna impunità”

In conclusione, il leader della Lega ha ribadito che il provvedimento mira a evitare che la minore età possa essere considerata una causa automatica di impunità. “Non si può neanche far passare il concetto che si sia impuniti anche se si va in giro col coltello, se si minaccia, se si rapina, se si aggredisce, perché non si hanno ancora 18 anni. Devi essere consapevole di quello che fai e di quello che non fai”, ha concluso.

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