10 Luglio 2026
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Istituto Zooprofilattico, Saladino e Macrì entrano nel Cda: ora si apre la sfida per la presidenza

I due rappresentanti designati dalla Regione Calabria. Il nuovo Consiglio di amministrazione dovrà adesso eleggere il presidente dell’ente

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Due calabresi entrano nel nuovo Consiglio di amministrazione dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno. Si tratta di Antonio “Tonino” Saladino e Domenico “Mimmo” Macrì, indicati dalla Regione Calabria come propri rappresentanti all’interno dell’organismo che governa uno degli enti sanitari e scientifici più importanti del Sud. La ricostituzione del Cda apre adesso anche una seconda e delicata partita: quella per l’elezione del nuovo presidente dell’Istituto.

I due rappresentanti della Calabria

Il Consiglio di amministrazione dell’Istituto Zooprofilattico è composto da cinque membri. Due vengono designati dalla Regione Calabria, due dalla Regione Campania e uno dal Ministero della Salute. Per la Calabria la scelta è ricaduta su Tonino Saladino e Mimmo Macrì, due figure con storie e percorsi differenti, ma entrambe conosciute negli ambienti politici e istituzionali regionali. L’Istituto svolge funzioni centrali nel campo della sanità pubblica veterinaria, della sicurezza degli alimenti, della prevenzione delle malattie animali e della ricerca scientifica. La composizione del suo vertice assume quindi un peso che va ben oltre il semplice equilibrio delle nomine.

Il ritorno di Tonino Saladino

L’ingresso nel Cda segna il ritorno di Antonio Saladino in un incarico pubblico dopo la conclusione definitiva della lunga vicenda giudiziaria legata all’inchiesta Why Not. Per quasi vent’anni il suo nome è stato associato all’indagine avviata dall’allora pubblico ministero Luigi de Magistris, diventata uno dei casi politico-giudiziari più discussi della storia recente italiana. La posizione di Saladino si è conclusa con l’assoluzione piena e definitiva, chiudendo una vicenda giudiziaria durata molti anni e che ha addirittura portato alla caduta del governo Prodi nel 2008. La sua designazione nell’Istituto Zooprofilattico rappresenta dunque un passaggio significativo, sia sul piano istituzionale sia su quello simbolico.

Macrì, dall’ufficio di Mancuso alla nomina nel Cda

L’altro rappresentante calabrese è Domenico “Mimmo” Macrì, dirigente della Regione Calabria con una lunga esperienza all’interno della macchina amministrativa regionale. Macrì è stato capo di Gabinetto del presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso, esponente di primo piano della Lega calabrese, e continua oggi a essere considerato vicino agli ambienti politici del partito. La sua nomina nel Cda viene letta anche alla luce del rapporto fiduciario costruito negli anni con il vertice dell’ex numero uno di Palazzo Campanella, oggi vice presidente della Regione Calabria ma soprattutto per la sua appartenenza all’area politica della Lega.

La sfida per la presidenza

Con la nomina dei cinque componenti si apre adesso la partita più importante: l’elezione del presidente dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno. Lo Statuto prevede che sia lo stesso Consiglio di amministrazione, nella prima seduta, a scegliere il presidente con la maggioranza assoluta dei componenti. Serviranno quindi almeno tre voti. Né la Calabria né la Campania potranno eleggere autonomamente il vertice, disponendo ciascuna soltanto di due rappresentanti. Sarà decisivo, di conseguenza, il voto del componente indicato dal Ministero della Salute oppure un accordo trasversale tra le due Regioni.

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