Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al nuovo ddl Sicurezza, un provvedimento che introduce una serie di misure dedicate alla prevenzione del disagio giovanile, al contrasto dei fenomeni di violenza e al rafforzamento degli strumenti a disposizione delle forze dell’ordine.
Il testo, intitolato “Disposizioni in materia di sicurezza e per la prevenzione del disagio giovanile, nonché di ordinamento, organizzazione e funzionamento delle Forze di polizia e del ministero dell’Interno”, è stato presentato al termine della riunione di Governo dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
Fermo preventivo esteso anche ai minorenni
La principale novità riguarda l’estensione del cosiddetto fermo di prevenzione anche ai minorenni. Secondo quanto spiegato dal ministro Piantedosi, la misura potrà essere applicata durante specifiche operazioni di polizia finalizzate a prevenire reati che mettano a rischio l’ordine pubblico, soprattutto in luoghi caratterizzati da grande presenza di persone, come le aree della movida.
Il provvedimento potrà riguardare giovani ritenuti potenzialmente pericolosi per la sicurezza pubblica, ad esempio in caso di possesso di armi o di oggetti considerati indicatori di una possibile condotta criminale.
Il ruolo della polizia locale nel fermo di prevenzione
Il ministro ha inoltre chiarito il tema del coinvolgimento della polizia locale, precisando che non si tratta di una nuova attribuzione esclusiva. Secondo Piantedosi, il fermo preventivo resta una prerogativa degli agenti di pubblica sicurezza, categoria nella quale rientrano anche gli operatori della polizia locale quando svolgono specifici servizi con tale qualifica.
Nuove regole contro la “malamovida”
Tra gli interventi previsti dal ddl figura anche una nuova misura contro i fenomeni legati alla cosiddetta malamovida. Il questore potrà emettere un nuovo tipo di avviso orale con il quale viene disposto il divieto di aggregazione in determinati contesti caratterizzati da comportamenti ritenuti una grave minaccia per l’ordine e la sicurezza pubblica. L’obiettivo è intervenire preventivamente nei confronti di gruppi o persone coinvolte in episodi di violenza o degrado urbano.
Danneggiamenti, previsto l’arresto differito in flagranza
Il provvedimento introduce anche modifiche al codice penale sul reato di danneggiamento. La possibilità di procedere con l’arresto differito in flagranza sarà estesa anche ai casi in cui il danneggiamento venga commesso da gruppi composti da almeno cinque persone, in collegamento con quanto previsto dall’articolo 112 del codice penale.
Niente risarcimento per chi provoca la reazione durante un reato
Un’altra modifica riguarda il codice civile e il tema del risarcimento del danno. La nuova norma prevede l’esclusione del risarcimento nei casi in cui il fatto dannoso si verifichi durante la commissione di alcuni reati da parte della persona che successivamente subisce la reazione.
Il ministro Piantedosi ha citato, tra gli esempi, situazioni come rapine in abitazione con successiva reazione della vittima, chiarendo che resta comunque ferma la valutazione sul piano penale.
Tra i reati interessati figurano, tra gli altri, violenza sessuale, atti sessuali con minorenni, violenza sessuale di gruppo, oltre a furto in abitazione e furto con strappo.
Più tutela per gli agenti: lesioni procedibili d’ufficio
L’ultima misura illustrata dal ministro riguarda le lesioni personali ai danni degli appartenenti alle forze dell’ordine. Il ddl prevede la procedibilità d’ufficio per i casi di lesioni commesse nei confronti di ufficiali e agenti di polizia giudiziaria o pubblica sicurezza durante lo svolgimento delle loro funzioni.
Finora, per le lesioni lievi o lievissime, era prevista in determinati casi la necessità della querela di parte. Con la nuova norma il procedimento potrà invece partire automaticamente.












