Papa Leone XIV sceglie Lourdes, simbolo della speranza cristiana e della sofferenza vissuta nella fede, per lanciare uno dei messaggi più forti del suo pontificato sul tema del fine vita. Davanti a circa 150mila fedeli, tra cui migliaia di malati e volontari, il Pontefice ribadisce che «nessuna legge umana deve far perdere la certezza della dignità della persona» e aggiunge: «È impossibile considerare normale togliere la vita. Ciò che è legale non è necessariamente morale».
Le parole arrivano a poco più di un mese dalla promulgazione, in Francia, della legge sul cosiddetto “diritto all’aiuto a morire”, tema che rende ancora più significativo il pellegrinaggio papale nel santuario mariano.
“Lourdes è il santuario della speranza e della sacralità della vita”
Durante la celebrazione eucaristica nella grande spianata davanti al santuario, Papa Leone indica la Grotta di Massabielle come «un santuario della speranza cristiana» in un tempo in cui, afferma, crescono le correnti culturali che cercano di ridefinire il valore della vita di fronte alla malattia, alla sofferenza e alla vecchiaia.
Rivolgendosi ai pellegrini malati, il Pontefice sottolinea che a Lourdes «nessuna fragilità viene respinta».
«Le vostre stampelle, le vostre sedie a rotelle e le vostre lacrime non sono ostacoli, ma il luogo in cui siete accolti dall’amore infinito di Dio», afferma, definendo Lourdes «il luogo della bellezza e della sacralità della vita».
Il messaggio sul fine vita: “La falsa compassione non può giustificare la morte”
Nel pomeriggio, durante la visita all’Accueil Notre-Dame, struttura che ospita e assiste i pellegrini malati, Leone XIV torna sul tema con parole ancora più esplicite.
«Per alcuni di voi il dolore può sembrare senza via d’uscita. Ma nessuna legge umana deve farvi perdere la certezza della vostra dignità».
Il Pontefice aggiunge quindi che «la tentazione di togliere la vita con il pretesto di una falsa compassione deve essere fermamente respinta», ribadendo che «ciò che è legale non è necessariamente morale».
L’invito alla conversione e il richiamo alla vita eterna
Il Papa richiama anche il messaggio affidato, secondo la tradizione, dalla Vergine Maria a Bernadette Soubirous, soffermandosi sul tema della conversione.
Convertirsi, spiega Leone XIV, significa «abbandonare le vie dell’errore per abbracciare la Via della Vita».
Richiamando la celebre frase attribuita alla Madonna — «Non ti prometto di essere felice in questo mondo, ma nell’altro» — il Pontefice invita a guardare oltre il benessere materiale, ricordando che la vocazione dell’uomo è orientata alla vita eterna.
“Anche la Chiesa deve convertirsi”: l’incontro con le vittime degli abusi
La riflessione del Papa non riguarda soltanto il mondo contemporaneo ma anche la stessa Chiesa cattolica.
Nel pomeriggio Leone XIV incontra in forma privata sette vittime di abusi commessi da membri del clero, ribadendo la necessità di proseguire con decisione sulla strada della trasparenza.
«Riconoscere i nostri errori è indispensabile», afferma, invitando la Chiesa a lasciarsi purificare per guarire dalle ferite provocate dagli scandali.
Nel successivo incontro con i vescovi francesi, il Pontefice ringrazia la Conferenza episcopale per il lavoro svolto negli ultimi anni nella lotta agli abusi sui minori, ma sottolinea che «è necessario mantenere la massima vigilanza».
La pace e il valore della sofferenza offerta
Nel corso dell’omelia, Leone XIV collega infine la difesa della vita anche ai numerosi conflitti che attraversano il mondo.
«Come potrebbero i nostri cuori non sentirsi interpellati davanti alle guerre che distruggono tante vite innocenti?», domanda ai fedeli, ricordando che «il male che affligge il mondo nasce dal cuore dell’uomo».
Ai malati affida invece un messaggio di particolare intensità, definendoli «nel cuore della Chiesa».
«La vostra sofferenza, vissuta come offerta, può diventare parte di un cammino di redenzione di cui il mondo ha profondamente bisogno. Il vostro ruolo è insostituibile», conclude il Pontefice.













