Il costo dell’energia continua a gravare pesantemente sulla tenuta economica e sociale della regione, colpendo contemporaneamente sia chi produce sia le famiglie. Un’analisi dettagliata condotta dall’Ufficio studi di Confartigianato evidenzia come le micro e piccole imprese calabresi abbiano dovuto sostenere 81 milioni di euro di extracosti elettrici rispetto ai prezzi medi registrati nell’Unione europea.
A questa pressione sul sistema produttivo si aggiunge il bilancio della spesa domestica: nell’arco di soli sei mesi le famiglie hanno subito un aggravio stimato di 41 milioni di euro per le forniture di luce, gas e combustibili, a causa di un incremento dei prezzi dell’8,8%.
La mappa dei costi provincia per provincia
I numeri del maggior costo elettrico sostenuto dalle imprese mostrano profonde differenze tra i vari territori. La provincia di Cosenza guida la classifica dei rincari con 29 milioni di euro di extracosto, seguita da Reggio Calabria con 22 milioni e Catanzaro con 16 milioni, mentre Crotone e Vibo Valentia attestano i propri valori a 7 milioni di euro ciascuna.
Sul fronte dei nuclei familiari, la stima dell’aumento di spesa vede in testa Cosenza con 14 milioni di euro in più e un rialzo dei prezzi del 7,8%. A Reggio Calabria l’aggravio raggiunge i 12 milioni a fronte di un’impennata dei listini del 9,4%, mentre a Catanzaro la stima si attesta su 8 milioni con prezzi schizzati in alto del 9,7%.
L’appello per ridurre il divario e alleggerire le bollette
Di fronte a un quadro finanziario così complesso per imprese e cittadini, la rappresentanza degli artigiani sollecita azioni correttive immediate per salvaguardare la competitività del territorio.
A rimarcare la priorità del problema è il presidente regionale di Confartigianato, Salvatore Ascioti, il quale evidenzia che “questi numeri ci dicono che l’energia è diventata una questione centrale per la tenuta economica della Calabria. Per una piccola impresa, una bolletta più alta significa meno risorse da destinare ai macchinari, all’innovazione e al lavoro. Per una famiglia significa dover sottrarre denaro ad altre necessità. Quando queste due difficoltà si sommano nella vita quotidiana dei territori, ne risentono anche i consumi e le prospettive delle attività locali”.
Il presidente regionale dell’associazione insiste sulla necessità di introdurre tutele specifiche per il tessuto produttivo: “Chiediamo interventi che riducano il divario con gli altri Paesi europei e riequilibrino il peso di imposte e oneri sulle bollette delle piccole imprese. Occorre dare alle aziende condizioni più eque per competere e alle famiglie maggiore certezza sui costi. In Calabria, dove tante attività hanno dimensioni ridotte, il prezzo dell’energia non può continuare a limitare la capacità di investire e crescere”.













