25 Luglio 2026
25 Luglio 2026
spot_img

Ranucci in un’intercettazione: “In Rai c’è un po’ di mafia e un po’ di massoneria”

Le dichiarazioni attribuite a Sigfrido Ranucci in un'intercettazione pubblicata da La Verità accendono lo scontro politico. Fratelli d'Italia chiede al giornalista di denunciare eventuali fatti di cui sarebbe a conoscenza oppure un intervento della Rai, mentre Unirai Figec invoca accertamenti e, se necessario, il coinvolgimento dell'Ordine dei Giornalisti

spot_img
spot_img

Si accende la polemica attorno al giornalista e conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, dopo la pubblicazione da parte del quotidiano La Verità di un’intercettazione nella quale gli viene attribuita la frase: “Anche dentro la Rai c’è un po’ di mafia, un po’ di massoneria”.

Secondo quanto riportato dal quotidiano, nella stessa conversazione Ranucci avrebbe aggiunto: “È da dentro che si fanno le battaglie”. Le dichiarazioni hanno immediatamente suscitato reazioni nel mondo politico e sindacale.

Fratelli d’Italia: “Parole gravissime

I componenti di Fratelli d’Italia della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai definiscono “gravissime” le affermazioni attribuite al giornalista. Secondo gli esponenti del partito, si tratterebbe di accuse particolarmente pesanti nei confronti dell’azienda di servizio pubblico. “Sono gravissime le parole di Sigfrido Ranucci riportate oggi da La Verità, secondo cui in Rai ci sarebbero massoni e mafiosi. Si tratta di affermazioni pesantissime fatte da un dirigente contro la sua stessa azienda, che gettano ombre inquietanti sulla Rai”.

FdI chiede quindi che venga fatta chiarezza. “Dinanzi a queste dichiarazioni delle due l’una: o Ranucci esce allo scoperto e denuncia pubblicamente la presenza della massoneria e della criminalità organizzata in Rai, oppure l’Azienda deve tutelarsi da queste accuse infamanti e gravemente lesive della sua immagine, intervenendo contro il conduttore”.

Secondo gli esponenti del partito, essendo la Rai un’azienda pubblica, eventuali danni d’immagine ricadrebbero anche sull’Italia.

La posizione di Unirai Figec

Sulla vicenda interviene anche Unirai Figec, che in una nota sottolinea la necessità di verificare il contenuto delle dichiarazioni attribuite al giornalista. “Se le affermazioni attribuite a Sigfrido Ranucci nella presunta chat pubblicata dal quotidiano La Verità fossero vere, ci troveremmo di fronte a un fatto di estrema gravità”.

Il sindacato evidenzia che, qualora Ranucci fosse realmente a conoscenza di fatti riconducibili a fenomeni di criminalità o massoneria all’interno della Rai, avrebbe il dovere di denunciarli alle autorità competenti.

«Se un giornalista d’inchiesta del calibro di Ranucci è realmente a conoscenza di fatti così gravi, ha il dovere professionale e morale di denunciarli alle autorità competenti e di raccontarli ai cittadini con il rigore che da sempre rivendica nel proprio lavoro».

La richiesta di accertamenti

Nella stessa nota, Unirai Figec aggiunge che, se invece le affermazioni fossero prive di riscontri, risulterebbero offensive nei confronti dei dipendenti della Rai.

«Se invece si trattasse di affermazioni prive di riscontri, allora risulterebbero offensive nei confronti delle migliaia di lavoratrici e lavoratori Rai che ogni giorno svolgono con serietà e onestà il proprio servizio».

Per questo il sindacato chiede, se necessario, l’intervento dell’Audit Rai e dell’Ordine dei Giornalisti, affinché siano svolte tutte le verifiche di competenza.

Al momento, le dichiarazioni attribuite a Sigfrido Ranucci sono state rilanciate dal quotidiano La Verità e hanno generato reazioni politiche e sindacali. Eventuali ulteriori sviluppi o chiarimenti da parte del giornalista o della Rai potranno contribuire a definire il quadro della vicenda.

spot_img
spot_img
spot_img

ARTICOLI CORRELATI

spot_img

ULTIME NOTIZIE

spot_img
× Sponsor