22 Settembre 2026
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Roma, cala il sipario sull’Anno Santo: Papa Leone XIV chiude la Porta Santa. Arrivati 33 milioni di pellegrini

Si conclude il Giubileo 2025 dedicato alla speranza con il rito solenne in San Pietro. Il bilancio della sicurezza e il monito del Pontefice contro i "deliri di onnipotenza".

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Alle ore 9,41 di questa mattina, con il gesto simbolico della chiusura dei battenti in bronzo della Basilica di San Pietro, Papa Leone XIV ha dichiarato ufficialmente concluso il Giubileo 2025. L’Anno Santo, dedicato al tema della speranza, era stato inaugurato la sera del 24 dicembre 2024 da Papa Francesco. Il rito odierno segna il passaggio di consegne spirituale e la fine di un percorso che ha visto Roma tornare a essere il centro della cristianità mondiale.

Il rito di chiusura e la preghiera di clemenza

La cerimonia si è svolta secondo un protocollo antico e suggestivo. Prima di procedere alla chiusura, il Pontefice ha recitato la preghiera di ringraziamento prevista dal rito: «Si chiude questa porta santa, ma non si chiude la porta della tua clemenza», ha pronunciato Leone XIV. Successivamente, dopo un momento di raccoglimento silenzioso in ginocchio sulla soglia, il Papa ha accostato i due grandi battenti.

Sebbene la porta sia ora serrata al pubblico, la muratura definitiva del varco avverrà tra circa dieci giorni. L’operazione, coordinata dall’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche, si svolgerà in forma privata. Subito dopo il rito, il Santo Padre ha presieduto la solenne messa dell’Epifania all’interno della Basilica Vaticana.

“Proteggere la pace dai deliri di onnipotenza”

Durante la celebrazione, Leone XIV ha pronunciato un’omelia dai forti toni sociali e geopolitici, mettendo in guardia dai “tanti conflitti” e dalle paure che diventano aggressione. “Quante epifanie ci sono donate o stanno per esserci donate! Vanno però sottratte alle intenzioni di Erode, a paure sempre pronte a trasformarsi in aggressione” ha ammonito il Pontefice, sottolineando come amare la pace significhi proteggere ciò che è fragile “come un bambino”.

Il Papa ha poi esortato i fedeli a resistere alle “lusinghe dei potenti”, ricordando che il divino si manifesta nelle realtà umili e non nelle “location prestigiose”. “Le sue vie non sono le nostre vie, e i violenti non riescono a dominarle, né i poteri del mondo possono bloccarle”, ha aggiunto, auspicando la nascita di una “generazione dell’aurora” capace di non ridurre le chiese a semplici monumenti ma di renderle case vive. “È bello diventare pellegrini di speranza. Ed è bello continuare ad esserlo, insieme!” ha concluso.

I numeri del Giubileo: 33 milioni di pellegrini in sicurezza

In occasione della chiusura, il Questore di Roma Roberto Massucci ha tracciato il bilancio operativo dell’evento, definendolo un successo del “sistema Paese”. Sono stati oltre 33 milioni i pellegrini giunti nella Capitale durante l’anno, un flusso gestito attraverso un imponente piano di sicurezza basato sul “pilastro dell’accoglienza” e declinato in 11 ordinanze di servizio.

Nello specifico, la macchina organizzativa ha schierato: oltre 70mila operatori tra Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza. Supporto logistico e sanitario costante da parte di Polizia Locale, Protezione Civile, Atac, Ama e Ares 118.

“L’impegno sul fronte della sicurezza va considerato il risultato di un insieme istituzionale e non solo” ha commentato Massucci, sottolineando come la cooperazione tra le diverse forze abbia garantito il regolare svolgimento di tutti gli eventi giubilari.

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