La Camera dei Deputati si appresta a vivere ore decisive per il destino della riforma elettorale. L’asse di maggioranza si consolida sul tema cruciale delle preferenze, registrando un’importante convergenza sul testo proposto da Fratelli d’Italia, Noi Moderati e Udc. La svolta è stata formalizzata dal partito di Matteo Salvini al termine di un vertice interno convocato per esaminare la proposta di modifica che punta a scardinare il sistema delle liste completamente bloccate.
“In vista dei voti previsti da oggi in Aula sulla legge elettorale, la Lega si è riunita per valutare l’emendamento proposto da FdI, Noi Moderati e Udc. Avendo riscontrato che si prevede un sistema misto che garantisce la governabilità e la possibilità di dare voce ai territori per la scelta dei propri rappresentanti, il partito darà indicazione al proprio gruppo alla Camera di esprimere un voto favorevole all’emendamento in oggetto”. Con questa nota ufficiale, i leghisti archiviano le ultime riserve, scommettendo su una formula di compromesso che mira a bilanciare la stabilità dell’esecutivo e il rapporto diretto tra eletto ed elettore.
Forza Italia verso il via libera ma pesa il confronto interno
Sulla stessa linea di apertura si muove anche Forza Italia, dove i vertici guardano con favore alla proposta emendativa, considerata la sintesi più equilibrata possibile per sbloccare lo stallo nella coalizione di governo. Fonti parlamentari azzurre confermano l’orientamento positivo, definendo l’emendamento una soluzione di mediazione efficace e coerente con i principi del partito.
Tuttavia, la prudenza resta d’obbligo all’interno del gruppo parlamentare, in attesa della formalizzazione formale della linea politica. “Nessuna decisione è stata ancora presa da Forza Italia riguardo all’emendamento. La posizione verrà discussa nella riunione del gruppo di FI alla Camera prevista attorno alle 12”, hanno precisato fonti qualificate di Forza Italia a ridosso delle votazioni nell’emiciclo, indicando che la compattezza della maggioranza passerà necessariamente attraverso un ultimo confronto interno.
La contromossa del Pd: barricate e richiesta di voto segreto
Sul fronte delle opposizioni, il Partito Democratico affila le armi parlamentari per contrastare l’approvazione del provvedimento. La strategia dei dem per rallentare l’iter e mettere in difficoltà la tenuta dei partiti di governo prevede il ricorso sistematico al voto segreto su tutti gli emendamenti per i quali il regolamento di Montecitorio lo consente, inclusi quelli relativi alle preferenze e alle modalità di espressione del voto.
La segretaria del Pd, Elly Schlein, ha espresso un giudizio durissimo sul testo in discussione durante l’assemblea congiunta dei parlamentari dem, accusando il centrodestra di voler piegare le regole democratiche a fini di pura sopravvivenza politica. “Questa pessima legge elettorale è irricevibile, nel metodo e nel merito. Se la sono costruiti su misura per paura di perdere le elezioni, facendo forzature costanti in parlamento”, ha dichiarato Schlein, collegando la riforma direttamente al progetto di revisione costituzionale della presidenza del Consiglio.
“Dopo la sconfitta al referendum costituzionale è un chiaro tentativo di realizzare il premierato con la legge elettorale. Ed è incredibile che questa sia la sola priorità di questa destra in un paese con la crescita a zero, i salari tra i più bassi e le bollette più care d’Europa”, ha evidenziato la leader dem, dettando la linea per la battaglia d’Aula.
“Con questa destra non voteremo nulla, mentre voteremo tutti gli emendamenti soppressivi e quelli comuni presentati con i nostri alleati. Voteremo anche tutti gli emendamenti dei nostri alleati che pure superano le liste bloccate con collegi uninominali o preferenze”, ha concluso la segretaria, confermando la volontà del Pd di fare asse con le altre forze di minoranza per bloccare definitivamente il percorso della riforma.












