Roberto Vannacci alza il livello dello scontro con il centrodestra di governo e rivendica per Futuro Nazionale uno spazio politico autonomo sulla destra. Dal palco della nona edizione de La Piazza, il leader del movimento ha affrontato alcuni dei temi più divisivi della politica italiana, dalla proposta del voto plurimo al rapporto con l’Europa, passando per il PNRR, l’immigrazione, l’energia e la collocazione della sua nuova formazione.
Ma è soprattutto nei confronti dell’attuale maggioranza che Vannacci ha riservato le parole più dure. Secondo il generale, il centrodestra avrebbe progressivamente abbandonato quei principi sui quali aveva costruito la propria identità politica.
Vannacci: “Futuro Nazionale è la destra autentica”
Intervistato dal direttore di Affaritaliani Marco Scotti, Vannacci ha rivendicato senza esitazioni la collocazione politica di Futuro Nazionale. “Futuro Nazionale è un partito di destra autentica, vera, orgogliosa, fiera, che non negozia i propri principi, i propri valori e i propri ideali”, ha affermato.
Una posizione che lo porta a prendere le distanze dall’attuale coalizione di centrodestra, accusata di essersi progressivamente allontanata dalla propria impostazione originaria. “Principi e valori abbastanza vicini a quelli che erano di questa alleanza di centrodestra all’inizio del proprio mandato, ma che poi si sono sbiaditi, si sono persi col tempo”, ha sostenuto Vannacci.
Da qui l’attacco diretto all’azione del governo: “Noi vogliamo una forza di destra che governi questo Paese e non vogliamo cedere alla sinistra il Paese. Però mi risulta che questa alleanza di centrodestra stia applicando una politica di sinistra”.
Sicurezza e immigrazione nel mirino
Tra i temi utilizzati da Vannacci per motivare la sua critica c’è quello della sicurezza. Il leader di Futuro Nazionale ha contestato anche l’idea che il problema possa essere ricondotto soltanto alla percezione dei cittadini. “La esorto a parlare con le mamme che, ogni volta che mandano a scuola il proprio figlio, aspettano con ansia il messaggino che dica che è arrivato sano e salvo”, ha dichiarato.
Nel suo intervento non sono mancate critiche alla politica del governo sull’immigrazione e ai provvedimenti adottati in materia di sicurezza. Vannacci ha inoltre rivolto accuse all’indirizzo di Forza Italia, mettendo in discussione la coerenza tra alcune posizioni espresse in Italia e i voti del partito all’interno del Parlamento europeo.
Secondo il leader di Futuro Nazionale, proprio l’alleanza tra Partito Popolare Europeo e socialdemocratici rappresenterebbe uno degli elementi che dimostrerebbero lo spostamento verso politiche che considera lontane dalla destra.
Il voto plurimo e lo scontro con Salvini
Uno dei passaggi più controversi dell’intervista ha riguardato la proposta del voto plurimo collegato ai figli minorenni. Un’idea che Matteo Salvini aveva definito una “sciocchezza”.
Vannacci ha risposto direttamente al leader della Lega, accusandolo di non aver approfondito il contenuto della proposta. “È esattamente quello che dicevo prima: la gente parla del programma senza averlo letto, ed evidentemente il segretario della Lega ha fatto la stessa cosa”, ha affermato.
La proposta, nella formulazione illustrata dal generale, prevederebbe la possibilità per i genitori di esercitare anche il voto dei figli minorenni, con l’obiettivo di attribuire maggiore peso politico alla famiglia.
Vannacci ha riconosciuto che una simile modifica richiederebbe un intervento sulla Costituzione, spiegando però che nel programma di Futuro Nazionale è stata inserita come proposta da discutere e non come misura immediatamente applicabile.
Il programma di Futuro Nazionale
Il leader del movimento ha difeso anche il programma politico presentato nelle scorse settimane, sostenendo che il grande interesse suscitato nel dibattito pubblico rappresenti già un risultato. “Credo che non ci sia alcun altro programma di partito discusso come il nostro”, ha detto.
Tra i temi indicati figurano lavoro, economia, fiscalità, energia, sicurezza e immigrazione, oltre alla cosiddetta “remigrazione”.
Vannacci ha poi insistito sul tema della famiglia, collegandolo alla proposta del quoziente familiare. L’obiettivo, secondo la sua impostazione, sarebbe riconoscere anche il contributo sociale legato alla natalità. “Prima ancora della prosperità della società, dobbiamo preoccuparci dell’esistenza della società stessa: senza figli andrebbe sicuramente a scomparire”, ha dichiarato.
Pnrr ed Europa, Vannacci: “Sono molto scettico”
Durissima anche la posizione sul Pnrr. Vannacci ha espresso forti perplessità sulla scelta italiana di ricorrere ai finanziamenti europei, sostenendo che avrebbe accettato soltanto la parte costituita da risorse a fondo perduto. “Sono molto scettico, anche sul Pnrr, del quale non avrei accettato se non i miliardi a fondo perduto”, ha affermato.
Secondo il leader di Futuro Nazionale, il problema sarebbe soprattutto rappresentato dal debito che dovrà essere restituito negli anni futuri e dalle condizioni legate all’utilizzo delle risorse.
La domanda posta da Vannacci è soprattutto legata ai risultati prodotti dagli investimenti: “Qual è il ritorno di investimento di questi 102 miliardi? Non mi risulta nella maniera più assoluta”. Il generale ha contestato quindi la capacità del Piano nazionale di ripresa e resilienza di produrre una trasformazione strutturale dell’economia italiana, criticando in particolare alcune tipologie di investimenti realizzati.
La ricetta sull’energia: “Nucleare e idroelettrico”
La risposta di Vannacci alla questione energetica passa invece attraverso una strategia che comprende nucleare, biomasse e idroelettrico, senza escludere il mantenimento delle centrali a carbone. “Abbiamo un sistema energetico che non sta in piedi, drogato dagli incentivi, che non tiene conto delle necessità del Paese”, ha sostenuto.
Per il leader di Futuro Nazionale, l’Italia dovrebbe accelerare sul nucleare e valorizzare maggiormente le biomasse e l’energia idroelettrica. “Il nucleare, facendolo in pochissimo tempo; dare maggiore spazio alle biomasse, che sono il vero combustibile autarchico che abbiamo; puntare sull’idroelettrico, l’unica energia rinnovabile che è accumulabile per definizione”, ha spiegato.
Vannacci ha inoltre difeso il ruolo delle centrali a carbone, inserendo il tema nel confronto con la competitività industriale internazionale e citando il caso della Cina.
Reggio Calabria, la sfida delle suppletive
Il passaggio politicamente più interessante per la Calabria è arrivato sul finale, quando il confronto si è spostato sulle suppletive di Reggio Calabria. Futuro Nazionale punta a giocare una partita da protagonista e Vannacci non ha nascosto le ambizioni della formazione. “Non le darò un numero. A Reggio Calabria ci presentiamo forti: abbiamo un candidato fortissimo e soprattutto reggino”, ha dichiarato.
Il leader di Futuro Nazionale ha contrapposto il proprio candidato a quello sostenuto dall’alleanza di centrodestra, sottolineandone la provenienza territoriale. “Abbiamo messo in campo una persona che conosce il tessuto sociale, economico, industriale e popolare del territorio”, ha aggiunto.
Una candidatura che, secondo Vannacci, dovrebbe rappresentare direttamente gli interessi del territorio calabrese a Montecitorio.
“Io punto sempre a vincere”
A chi gli ha chiesto quale risultato considererebbe soddisfacente alle suppletive reggine, Vannacci non ha indicato una soglia numerica. La risposta è stata invece netta: “Io punto sempre a vincere. Punto sempre al massimo”.
Una dichiarazione che fotografa l’ambizione con cui Futuro Nazionale si prepara ad affrontare la sfida elettorale di Reggio Calabria, trasformando le suppletive in un primo banco di prova concreto per la nuova formazione politica.












