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18 Giugno 2026
18 Giugno 2026
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Ucraina, pace più vicina? Mosca dà ragione a Trump, ma Kiev chiede garanzie più lunghe

Il Cremlino conferma: negoziati nella fase finale. Gli Stati Uniti offrono sicurezza per 15 anni, Zelensky rilancia: “Servono 30, 40, 50 anni”

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La Russia si allinea alla lettura di Donald Trump: i colloqui per porre fine alla guerra in Ucraina sarebbero ormai alle battute conclusive. A dirlo è stato il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano se Mosca condividesse l’ottimismo espresso dal presidente statunitense. La risposta è stata netta: “Certo“. E la conferma è arrivata subito dopo: i negoziati, secondo il Cremlino, sono effettivamente nella loro fase finale.

Mosca: “Sì all’analisi di Trump”

Le parole di Peskov segnano un passaggio politico rilevante. Per la prima volta, la Russia riconosce apertamente la convergenza con la posizione del leader americano secondo cui un accordo di pace sarebbe “più vicino che mai”. Un’affermazione che arriva mentre sul tavolo restano nodi cruciali, a partire dalle garanzie di sicurezza richieste da Kiev.

Le proposte Usa: sicurezza per 15 anni

Secondo quanto emerso, gli Stati Uniti hanno messo sul piatto per l’Ucraina forti garanzie di sicurezza della durata di 15 anni, con possibilità di proroga. Una proposta che però non soddisfa pienamente Volodymyr Zelensky.

Il presidente ucraino, il giorno successivo all’incontro con Trump, ha incontrato la stampa per fare il punto sui contenuti del colloquio e chiarire la posizione di Kiev.

Zelensky rilancia: “Non basta, servono decenni”

“Gli ho detto che abbiamo già una guerra che dura da quasi 15 anni“, ha spiegato Zelensky, sottolineando la necessità di impegni più solidi e duraturi. L’Ucraina, ha aggiunto, guarda a garanzie di 30, 40 o addirittura 50 anni. Una richiesta che Trump, secondo il leader ucraino, avrebbe promesso di valutare.

Zelensky ha anche auspicato un nuovo incontro in Ucraina “nei prossimi giorni” con rappresentanti americani ed europei, per proseguire il confronto politico e diplomatico.

Legge marziale: stop solo con vere garanzie

Un altro punto fermo ribadito dal presidente ucraino riguarda la legge marziale. Kiev non intende revocarla senza prima aver ottenuto garanzie concrete sulla propria sicurezza.

“Vogliamo tutti che la guerra finisca – ha detto Zelensky – ma la legge marziale sarà revocata solo quando l’Ucraina avrà ricevuto sufficienti garanzie di sicurezza“. Senza questi impegni, ha avvertito, il conflitto non potrà essere considerato realmente concluso, perché “con un vicino del genere il rischio di una nuova aggressione rimane”.

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